Le "casette dell'acqua". Servono anche da noi?
Con alcuni cittadini si è discusso di una nuova tendenza: la costruzione delle casette
dell’acqua.
Sono dei distributori automatici dell'acqua (a pagamento a parte rarissimi casi). Erogano
acqua liscia, gasata o raffrescata,
Dal dialogo sono emerse alcune considerazioni, che penso possano interessare tutti. Ve ne riporto la sintesi.
Anticipo che le conclusioni saranno "da salmone", ovvero contorcorrente. E, molto probabilmente, non molto popolari. Però sono motivate.
Le "casette" possono essere utili per diminuire la produzione dei rifiuti: spingono i cittadini a consumare meno acqua minerale in bottiglia e, quindi, a produrre meno
plastica da smaltire.
Sono interessanti soprattutto se installate in particolari luoghi, ad
esempio in un grande parco, come attrazione, oppure in comuni a forte vocazione turistica.
In altri contesti diventano praticamente un lusso.
Perché? E’ presto detto.
L’installazione costa (si dice attorno ai 40.000 €).
La manutenzione anche, pur se almeno in parte coperta da quanto gli utenti pagano per riempire le bottiglie portate da casa.
Cosa si ha in cambio? Un punto dal quale si preleva la stessa acqua che ci arriva in casa, quella dell'acquedotto.
Seconda domanda: a noi serve?
Nel caso nostro, no.
Serve in certi luoghi particolari, come si diceva, dove può dare ottimi risultati.
Infatti abbiamo già tutti, nelle nostre famiglie, una "fontana" (il rubinetto), un sistema di raffrescamento (il frigorifero) e, per chi preferisce l’acqua gasata, la
possibilità di “caricare di bollicine” la naturale con appositi apparecchi (dai 50 € in su- esempio in foto).
Nel giro di alcuni mesi, la spesa viene ammortizzata.
Più comodo di così, più ecologico di così.
Resta in sospeso una questione. Il recarsi alle casetta è un momento di ritrovata socialità. Un momento di “ecologia cittadina”. Questo è bello. Le occasioni di incontro tra le persone vanno sempre sostenute.
D’altra parte la socialità si riesce comunque a sostenere utilizzando “gli euro” della costruzione e manutenzione della casetta in altri settori, più specifici, magari anche tramite le varie associazioni dei territori.
Si accettano commenti e, ovviamente, punti di vista diversi.
Grazie per l’attenzione.
Francesco Gatti - Assessore all’ambiente -
PS: cliccando qui trovate l'analisi dell'acqua di Maslianico.