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Pubblicato da Francesco Gatti

Oggi è la Giornata Mondiale dell’acqua, voluta dalle Nazioni Unite nel 1992 con lo scopo di sensibilizzare  promuovere  una gestione sostenibile, equa, giusta dell’acqua del pianeta.

 

Un momento di sintesi, utile per rilanciare i di progetti per il futuro.

 

E’ stato raggiunto un “obiettivo del millennio”. Lo hanno annunciato Unicef e l’organizzazione mondiale della sanità. 

 

Oltre 6 miliardi di persone, quasi il 90% della popolazione mondiale, hanno accesso ad acqua con qualità adeguata ad evitare malattie infettive e contaminazione delle falde.

 

Un successo avutosi anche grazie all’impegno di tante associazioni private, di ogni nazione e di cui la nostra Provincia è ricca.

 

Non positiva, invece, la parte legata ai servizi sanitari (le fogne ed i depuratori). Nel 2015 solo il 67% della popolazione sarà servita da impianti.

Ad esempio, le fognature sono fondamentali per eliminare rischi di epidemie.

 

C’è ancora molto da fare.

 

Le reti sanitarie sono fondamentali per la qualità della vita delle persone. le grandicittà d’Europa nel 1700, realizzate le reti di raccolta dei reflui, hanno ridotto quasi a zero rischi di contagi, presenze di topi, odori insopportabili.

  

Il maggior consumo d’acqua nel mondo è dato dall’agricoltura: il 70% dei consumi idrici totali.

L’industria ed i consumi domestici sono il resto. I margini di risparmio sono notevoli, soprattutto grazie al miglioramento delle tecniche di irrigazione.

 

 

E’ stato elaborato un indicatore, l’impronta idrica, che calcola il segno che i diversi stili di vita lasciano sul ciclo idrico, dal lato del consumo.

 

Mette insieme i litri d’acqua usati nell’intero ciclo di vita delle materie prime alimentari, la loro coltivazione o trasformazione.

 

Emerge che la carne ha un impatto più alto di frutta e verdura. Un hamburger richiede 2.400 litri di acqua, un pomodoro 13.

 

Come si fa a trattare bene l’acqua?

 

Ognuno di noi può, nel suo quotidiano, consumarne meno con piccoli accorgimenti: non lasciar scorrere l’acqua quando non serve, raccogliere acqua piovana per innaffiare (occhio alle larve di zanzara tigre!), usare l’acqua del rubinetto per bere o, in alternativa, prendere l’acqua alla sorgenti controllate (ad esempio, la sorgente Taroni sul piazzale del Cimitero).

 

Una buona qualità dell'acqua, dei fiumi, della falde dipende anche dai nostri comportamenti.

 

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