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Pubblicato da FrancescoGatti

Lo Stato, da una decina d’anni, prevede che il servizio di distribuzione del gas sia affidato ad operatori del settore su macro aree, chiamate ambiti. I motivi sono essenzialmente gestionali ed economici.

 

A fine del 2010 sono scadute le concessioni. Gli ambiti non erano stati ancora definiti ed i comuni hanno vissuto un periodo di incertezza. Le domande principali erano:

“Terminati gli affidamenti, cosa fanno i comuni? Si arrangiano da soli o aspettano gli ambiti? Di chi è la titolarità del servizio?”.

 

La Corte dei Conti proponeva di attendere gli ambiti. Soluzione in linea con la legge, sottolineando che il gestore esistente è tenuto a svolgere ugualmente il servizio.


L'Autorità del Mercato suggeriva di procedere con le gare, visto che c'era il rischio di limitare la concorrenza.

 

Insomma, c'era incertezza (che in parte è rimasta).

A Maslianico, per diversi motivi (tecnici, gestionali, organizzativi, economici, di definizione di un bacino d’utenza ottimale) abbiamo seguito le indicazioni della Corte dei Conti.

 

Lo scorso 31 marzo è stato pubblicato il decreto con l’elenco degli ambiti, a cura del Ministero dello Sviluppo Economico (decreto 19 gennaio).

 

Gli ambiti puntano ad almeno 300.000 abitanti serviti e proprio nel preambolo del decreto è scritto uno dei motivi che ci hanno fatto attendere:

"Considerato che l'Autorita' riconosce ai distributori con un numero di clienti inferiore  alla  soglia  di  300.000  un  maggiore  ricavo tariffario a compensazione dei maggiori costi operativi  per  servire il singolo cliente, pari al 13 per cento in piu'  per  gli  operatori con meno di 300.000 clienti e 22 per cento in  piu'  per  quelli  con meno di 50.000 clienti per il periodo regolatorio  2009-2012,  e  che pertanto l'aumento di dimensione degli  ambiti  consente  di  ridurre significativamente  le  tariffe  di  distribuzione  a  vantaggio  dei consumatori …. (omissis…..)"

Il decreto blocca le gare in corso. Ecco il testo (art. 3 comma 3):


"A decorrere dall'entrata in vigore del presente provvedimento le gare  per  l'affidamento  del servizio di distribuzione gas previsto dall'articolo 14, comma 1, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, per le quali non e' stato pubblicato il bando o non e' decorso il termine per la  presentazione delle offerte di gara sono aggiudicate unicamente relativamente  agli ambiti determinati  nell'allegato 1  facente  parte  integrante  del presente provvedimento. Il gestore uscente,  ai  sensi  dell'articolo 14, comma 7, del decreto legislativo 23  maggio  2000,  n.164,  resta comunque obbligato a proseguire la gestione del  servizio  fino  alla data di decorrenza del nuovo affidamento".

 

Ci fossimo arrangiati da soli avremmo caricato sui cittadini una tassa occulta sulla distribuzione del gas (è il 22% di circa il 13% del prezzo, ovvero circa 30 € ad utenza).

Incassata dal gestore e non dal comune. E, inoltre, visto lo stop alle procedure, avremmo fatto un lavoro che rischiava di non aveva alcun futuro.

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