Acqua. Cosa ha colpito di più i nostri lettori....
Non poche le email ricevute sul servizio idrico, a seguito del referendum e del materiale pubblicato
Ecco gli argomenti che hanno interessato di più.
Il primo: i Comuni non possono più fare da soli, ma devono coordinarsi sul territorio provinciale, con regole conndivise.
Il secondo: la remunerazione del capitale del 7%.... ma cos'è?
Ultimo, ma non ultimo: la tariffa che oggi non ce la fa a pagare il servizio (acquedotto+fognatura+depurazione, ricordiamocelo sempre) e che dovrà comunque aumentare.
Sul primo punto, c'è poco da dire. La legge prevede da 17 anni una gestione coordinata ed in stile industriale.
Perchè non ci si è arrivati ancora? Normative in continuo movimento, forse idee poco chiare,
mancanza di crescita sul territorio di una proposta sostenibile ragionata e non imposta.
E qui c'è stato un limite della politica. Non anticipare scenari e scelte, costruendo per il futuro, è una mancanza
Il secondo. Discorso articolato. La remunerazione copre le spese che il gestore sostiene per gli interessi sui mutui e sul capitale proprio. E' prevista per tutte le reti ed è definita dalle autorità. Ad esempio, per l'elettricità è attorno al 6,4%; per il gas dal 6,3% al 7,6%.
Non è un profitto gratuito, come molti hanno sostenuto.
Senza i fondi per ripagare l'interesse sui mutui o capitale proprio, il gestore (pubblico o privato che sia) va in difficoltà. E' quello che sta succedendo in Italia, dove i gestori d'ambito sono attivi. E preoccupati.
Anche per l'emissione delle bollette: da un lato la remunerazione è stata eliminata dalla legge. Dall'altro resta nel metodo di calcolo della tariffa (un decreto del 1996) e il recupero dei costi, come principio, è garantito. Che si fa? Mah..... Vedremo.
Si dovrà trovare una soluzione che dia la possibilità di avere fondi adeguati per le reti. In Italia servono 65 miliardi di investimenti (alcuni dicono addirittura 100).
Altrimenti niente depuratori, niente lotta alle perdite, niente risparmio energetico ecc. ecc.
Pesare sul debito pubblico è pericoloso.
Perchè in questa ipotesi prenderemmo (giustamente, mi permetto di dire) una mazzata sonora dal mondo finanziario e dall'Europa, con conseguenze gravi.
Quanto pesa questa "remunerazione"?
Dal Piano per la Provincia di Como, si legge che pesa tra i 2 ed i 3 milioni l'anno (dipende
dall'anno, il piano è venticinquennale).
Su 80/90 milioni complessivi di costi operativi. In sostanza, il 3 % circa, pari a 5 € a cittadino l'anno.
Infine, la tariffa. E' proprio così: quanto si paga oggi per l'acqua non è sufficiente a dare il servizio, sostenuto in parte dalla fiscalità generale, dalle tasse.
Oggi chi paga le tasse sta regalando parte dell'acqua consumata a chi le tasse non le paga.
Chi spreca l'acqua è incentivato a sprecarla.
Vengono utilizzati fondi per tener artificialmente basse le tariffe dell'acqua, a beneficio di chiunque e non solo di chi ha bisogno.
Se le tariffe fossero sufficienti a pagare il servizio, i Comuni si troverebbero con parecchi soldi da poter usare per politiche sociali (accesso all'acqua, bambini, famiglie in difficoltà, scuole, anziani) e ambientali. (Maslianico: dai 60.000 ai 90.000 € l'anno, dipende dall'andamento degli investimenti).
Le migliori gestioni d'Europa fanno pagare l'acqua attorno ai 2 € per metro cubo.
Con questi fondi riescono a tener puliti i fiumi e a non sprecare l'acqua nelle tubazioni.
In Provincia di Como siamo più fortunati: abbiamo più acqua e quindi avremmo costi inferiori di approvvigionamento
Quanto? Il piano d'ambito approvato dai Comuni della Provincia, dice 1,30 € come tariffa media. Media significa che ci saranno degli scaglioni di consumo.
Dovranno essere costruiti partendo da considerazioni di tipo sociale (fasce di consumo "protette") ed ambientale (chi più consuma - ovvero spreca - più paga).
Serve uno sforzo collettivo. Fissare obiettivi stabili, concreti e condivisi. Il mondo sta cambiando profondamente, già da anni. Le sfide vanno affrontate completamente e con coraggio.
Il vivere di rendita è finito. Già da un bel pò.
Grazie della lettura di tutta la "pappardella".
Commenti ben accetti, come sempre.
Francesco Gatti