"Piano Casa". Le scelte per Maslianico.
Il "Piano Casa" ovvero incentivi volumetrici ed economici per le abitazioni.
Per sostenere un settore economico e creare nuove residenze.
In Lombardia è stata approvata la legge regionale 13/2009 che tratta di
questo.
Le luci della
legge.
La legge regionale può essere un’opportunità in più.
Si applica (nel caso nostro ed in sintesi), ad edifici esistenti mono o bifamiliari, oppure con volumi
inferiori ai 1200 m3 ed agli edifici da recuperare, destinabili a residenza.
Prevede incentivi volumetrici (anche oltre il 30% in particolari casi, dove si
punta al risparmio energetico) e sconti sulle "tasse" di costruzione.
I Consigli Comunali possono deliberare su alcuni punti (la scadenza era il 15
ottobre):
- le aree di esclusione (zone di antica formazione o con particolarità o altro);
- l'applicazione alla aree produttive, sempre per il recupero del produttivo;
- la dotazione di verde e parcheggi;
- lo sconto sugli oneri di urbanizzazione e sui costi di costruzione (il Comune di Maslianico prevede già sconti, da alcuni anni, in funzione del raggiungimento di determinate classi energetiche - Incentivi comunali per la ristrutturazione - ).
E le ombre.
Qualche considerazione di ordine generale.
La norma sconta il limite dell’emergenza. Architetti, ingegneri, progettisti, proprietari per evitare che nascano delle brutture, devono essere più sensibili al territorio che al
cliente. A loro andrà gran parte della responsabilità di una buona applicazione.
Inoltre:
1) i vantaggi ricadono solo su una parte dei cittadini. Inoltre in un
momento di difficoltà economica, è facile che sia appannaggio solo di coloro che sono immuni dalla crisi e che hanno disponibilità di accesso al credito.
2) C'è molto invenduto sul mercato dell'edilizia, in generale. Gli imprenditori edili hanno ipotizzato una ricaduta negativa sull'esistente: diminuisce, almeno in parte, la possibilità di vendere quanto già realizzato.
3) C’è il rischio di scaricare sulle già deboli entrate comunali un notevole
sconto, con particolare riferimento ad interventi di grosso impatto (sostituzioni di edifici dismessi con altri con volume incrementato, ad esempio).
In parte sarà incassato dai costruttori: industriali i cui guadagni sono un profitto d’impresa, costruito sul lavoro. E va bene.
La maggior parte
dello sconto, invece, sarà appannaggio di chi ha già “rendite di posizione urbane”. Un insieme di cose che ogni economista liberale (vero) non considera
positivo.
4) Ultimo, ma non ultimo. I Comuni devono ottemperare alle indicazioni
della legge di pianificazione del territorio, preparando il Piano di Governo del Territorio. Il Piano Casa è in deroga anche al Piano Regolatore attuale. Quindi rischia di
svuotare parte della pianificazione territoriale e farne diminuire valore e di significato.
Sull'urbanistica ci vogliono sempre scelte ragionate: divesramente si rischia di non fare il bene del paese e dei cittadini, di non dare vero sviluppo.
I tempi ristretti per l'approvazione del "Piano Casa" e il carattere di emergenza della legge mal si sposano con quest'impostazione.
Ci resta l'obiettivo: cercare di adeguare, neilimiti del possibile, la legge alla
realtà di Maslianico, senza ipotecare i contenuti del Piano di Governo del Territorio (PGT).
Perchè solo il Piano di Governo sarà lo strumento giusto per la pianificazione
territoriale.
La situazione di Maslianico
Questo del
"piano casa" è un tema che riguarda tutti noi di Maslianico, tutto il territorio e la comunità. E' opportuno che i contenuti vengano discussi tra tutti i rappresentanti dei cittadini,
evitando "rischi ideologici".
Infatti si possono scontrare due pensieri:
1) quello di lasciar applicare il Piano ovunque, strumentalizzando la "libertà del privato";
2) di non applicarlo praticamente da nessuna parte.
Meglio sarebbe, invece, "costruire" il Piano Casa localmente, in base alle necessità ambientali e delle famiglie.
Siamo comunque convinti che il Piano avrà un'applicazione molto bassa o nulla, per i motivi esposti sopra, ma è comunque e sempre meglio organizzarsi per tutelare il territorio.
Si è partiti proprio da questi principi ed il Sindaco ha promosso un incontro tra i capigruppo nel quel sono state esposte le
proposte dalla Giunta e della maggioranza.
Eccole, in sintesi:
- la non applicazione del piano alle zone di pregio storico o di antica formazione (indicate nel piano come A e B4). Tra l'altro nelle zone B4 già il Piano regolatore vigente
prevede incrementi fino al 15% della volumetria esistente.
- la non applicazione del piano per le aree produttive, che saranno studiate approfonditamente con il Piano di Governo del Territorio.
- la non applicazione alle zone B3, quelle di completamento del tessuto urbano. Per due motivi. Primo è opportuno siano studiati nel PGT. Secondo, c'è la possibilità che sfruttando il Piano
Casa si "scavalchino" i contenuti dei piani attuativi e, quindi, non sian obbligatorio reperire aree standard pubbliche (verde e parcheggi). Quest'ultima questione è più controversa. In
queste zone valgono le previsioni del Piano regolatore;
- i parcheggi, in caso di formazione di nuove unità abitative, devono essere reperiti nella zona di immediata pertinenza dell'abitazione;
- lo sconto su oneri di urbanizzazione e costo di costruzione, come suggerito da più parti ed anche da Enti superiori, è fissato al 5%. Già l'incentivo volumetrico è un bel sostegno.
Il dibattito si è svolto in Consiglio Comunale, con un'ampia condivisione dei contenuti espressi.
Le proposte della maggioranza sono state approvate all'unanimità dal Consiglio Comunale.