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Pubblicato da FrancescoGatti

Diamo un punto di vista, senza avere la pretesa di dare una valutazione sull'operato altrui. Le realtà sono diverse ed ognuno opera come meglio crede, per il bene della propria comunità.

 

I distributori automatici di latte, detersivi o altro stanno sempre più prendendo piede. mettono a diretto contatto il produttore con il consumatore. Sono una bella invenzione.

Anche il produttore, dalla vendita diretta, ha un buon vantaggio economico ed è autonomo.

 

Nella categoria dei distributori automatici possono rientrare le casette dell'acqua.

Si riporta di seguito una riflessione già pubblicata nell'ottobre 2009.

 

Con delle aggiunte.

 

 

Le casette spingono le persone a pensare che quella erogata è l'unica acqua buona, come fosse acqua di sorgente.

Invece è la stessa del rubinetto di casa. Si da un messaggio fuorviante.

 

Meno plastica delle bottiglie. Prendere l'acqua del rubinetto di casa porta allo stesso risultato.

 

Meno trasporti d'acqua  minerale. Prendere l'acqua del rubinetto di casa porta allo stesso risultato. Inoltre evita di prendere la macchina per andare alla casetta.

 

L'acqua prelevata da questo tipo di fontane costa 5 centesimi al litro.

Ovvero 50 euro al metro cubo. L'acqua del rubinetto costa dagli 0,6 agli 0,7 € al metro cubo.

Circa 70/80 volte meno.

 

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Con alcuni cittadini si è discusso di una nuova tendenza: la costruzione  delle casette dell’acqua.
Sono dei distributori automatici dell'acqua (a pagamento a parte rarissimi casi). Erogano acqua liscia, gasata o raffrescata, 
Dal dialogo sono emerse alcune considerazioni, che penso possano interessare tutti. Ve ne riporto la sintesi.

Anticipo che le conclusioni saranno "da salmone" controcorrente. E, molto probabilmente, non molto popolari. Però sono motivate.

Le "casette" possono essere utili per diminuire  la produzione dei rifiuti: spingono i cittadini a consumare meno acqua minerale in bottiglia e, quindi, a produrre meno plastica da smaltire.

Sono interessanti soprattutto se installate in particolari luoghi, a
d esempio in un grande parco, come attrazione, oppure dove c'è una forte vocazione turistica.


In altri contesti diventano praticamente un lusso.
Perché? E’ presto detto.

L’installazione costa (attorno ai 40.000 €).  La manutenzione anche, pur se almeno in parte coperta da quanto gli utenti pagano per riempire le bottiglie portate da casa.

 

Cosa si ha in cambio? 

La stessa acqua che ci arriva in casa, quella dell'acquedotto (a meno di un filtraggio aggiuntivo - nota febbraio 2011).

 

Seconda domanda: a noi serve?
Nel caso nostro, no.
Serve in certi luoghi particolari, come si diceva, dove può dare ottimi risultati. 
Infatti abbiamo già tutti, nelle nostre famiglie, una "fontana" (il rubinetto), un sistema di raffrescamento (il frigorifero) e, per chi preferisce l’acqua gasata, la possibilità di “caricare di bollicine” la naturale con appositi apparecchi (dai 50 € in su- esempio in foto). 
Nel giro di alcuni mesi, la spesa viene ammortizzata.

Più comodo di così, più ecologico di così.

 
Resta in sospeso una questione. Il recarsi alle casetta è un momento di ritrovata socialità. Un momento di “ecologia cittadina”. Questo è bello. Le occasioni di incontro tra le persone vanno sempre sostenute.

 

D’altra parte la socialità si riesce comunque a sostenere utilizzando “gli euro” della costruzione e manutenzione della casetta in altri settori, più specifici, magari anche tramite le varie associazioni dei territori. (Oppure gli stessi fondi possono essere utilizzati per il risparmio energetico, dove il ritorno per l'ambiente e le casse comunali è più alto - nota del febbraio 2011).

 

Si accettano commenti e, ovviamente, punti di vista diversi.
Grazie per l’attenzione.


Francesco Gatti -
Assessore all’ambiente -

PS: cliccando qui trovate l'analisi dell'acqua di Maslianico.

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