Fame e siccità.
Mentre nel primo mondo l'uomo finisce con il farsi del male con le sue mani, subendo la speculazione finanziaria che ha inventato e patendo lo sfruttamento
irrazionale delle risorse ambientali, una parte del resto del mondo muore per fame e siccità.
In questa situazione, il primo mondo fatica a trovare la via per rendere più autonome e solide le comunità del sud del mondo, facilmente esposte a disastri umanitari a causa di pesanti condizioni naturali.
E' ciò che sta avvenendo in Somalia, Etiopia e Kenya.
Cliccate sul link riportato sotto per leggere un resoconto.
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/411418/
11 milioni di persone a rischio carestia.
Ognuno di noi può fare qualcosa, singolarmente, per alleviare le sofferenze di queste popolazioni, con donazioni di vario tipo. Moltissimi lo fanno già.
Però la risposta collettiva e ideale deve arrivare dalle nazioni e dalla politica.
Deve essere una risposta strutturale.
Non è accettabile quanto sta accadendo nè qui dalle nostre parti, nè soprattutto laggiù, dove manca ogni cosa e quando ci si addormenta non si sa se ci si risveglierà.
Abbiamo costruito noi questa società e tocca a noi, come comunità nazionali ed internazionali, fare in modo che sia rimessa su una strada giusta ed umana.
La distribuzione delle ricchezze e delle opportunità, oggi, è iniqua ed inumana.