Ristorni frontalieri congelati al 50%.
Nel titolo, c'è già la notizia.
Ieri il Consiglio di Stato Ticinese ha deciso di liquidare soli in parte i fondi frontalieri destinati ai comuni italiani, bloccando il 50% su un conto vincolato.
Tra l'intransigenza totale chiesta dalla Lega dei Ticinesi ed il rispetto letterale dei patti internazionali, si è scelta la via di mezzo.
Un modo di far pressione sull'Italia e sul Governo Italiano per due motivi:
1) togliere la Svizzera dalla black list dei paradisi fiscali;
2) riaprire i negoziati per aggiornare le quote di trasferimento dei fondi frontalieri.
Senza dimenticare che qualcuno ha il dente avvelenato per lo scudo fiscale.
Va ribadito che i rapporti tra le popolazioni di confine sono sempre stati cordiali.
Sarebbe un peccato venissero rovinati.
Perchè, se da un parte si dipingono i frontalieri come ratti (per scopo elettorale), non è detto che dall'altra arrivi qualcuno che spinga con il boicottare la Svizzera (che con il franco a livelli altissimi il Ticino fatica ad attirare consumatori da oltre confine).
Sarebbe una guerra tra poveri (come sono sempre le battaglie di questo tipo) che non porterebbe alcun vantaggio a nessuno.