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Pubblicato da Francesco Gatti

"Dai, scrivilo sul blog. E' interessante".

Seguo il suggerimento di un caro amico e condivido con voi un episodio di qualche anno fa.

Se è interessante, lo deciderete voi.

 

Prima serve un "quadretto" generale.

Il servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) viene programmato, pianificato, controllato dai Comuni e dalla Provincia. Così prevede la normativa. 

 

Nel 2007 i Comuni furono chiamati ad esprimersi su un accordo proposto dalla Regione.

Prevedeva l'accoglimento del "modello regionale di gestione" in cambio di una collaborazione tecnica.

 

Non mi convinceva.

 

Per vari motivi: limitava le possibilità di scelta dei nostri Comuni, decideva un modello gestionale prima di svolgere verifiche tecniche ed economiche e c'erano forti dubbi sulla sostenibilità giuridica.

Non mi sembrava il modo migliore per cercare la soluzione più valida per costruire un  servizio idrico integrato nell'interesse generale.

 

Se ne è parlato con le amiche e gli amici della lista "il Ponte" e la condivisione è stata totale.

 

Risultato: nell'assemblea dei sindaci della Provincia di Como fummo l'unico comune a votare no all'accordo.

Il tempo ci ha dato ragione.

Il "modello regionale di gestione" è stato dichiarato innamissibile dalla Corte Costituzionale.

 

La nostra decisione sembrò a molti come una qualcosa da "ultimo villaggio della Gallia" (tipo Asterix. In foto). Ed ebbe una certa risonanza locale.

 

In quel periodo Beppe Grillo stava mettendo le basi per le sue campagne elettorali e percorreva l'Italia con un tour comico.

 

Giunto in zona, alcune associazioni e movimenti lo informarono delle notizie locali più rilevanti su temi sensibili. Uno di questi era l'acqua.

 

Al Pianella di Cucciago ci fu molta partecipazione. Era il 2008.

 

La mattina dopo lo spettacolo, mi suonò il telefono.

Un amico (non quello che ha suggerito di scrivere) mi riferì che Grillo aveta portato Maslianico come esempio sull'acqua ed aveva cercato tra il pubblico qualcuno dell'Amministrazione per fare i complimenti. Gli unici a "dire no alla privatizzazione".

 

Concluse sostenendo che avevo ragione nel non voler andare allo spettacolo perchè "si paga per assistere ad un comizio politico".

 

Dopo quattro anni, la sensazione di allora è stata confermata.

 

Eravamo l'unico comune che non voleva la privatizzazione dell'acqua? 

No.

E va detto per correttezza verso tutti gli altri comuni e sindaci.

Eravamo, invece, l'unico comune (anche se aggiungerei gli astenuti) che decise di esporsi e non voler accettare scelte a priori, fatte altrove.

  

Ma a nessuno è mai venuto in mente di privatizzare l'acqua, nemmeno al più feroce dei liberisti (il liberismo vero prevede altro. Ha limiti, ma non privatizza beni tipo acqua, foreste, miniere ecc.).

 

Nello spettacolo di Cucciago si è "girata la frittata", stiracchiando la realtà dalla propria parte. Mi ricordo che fu una delusione.

Ci si chiedeva se questo fosse lo stile adatto per dare un contributo al miglioramento della nazione. 

Ed il perchè non ci fosse stato un contatto diretto con il nostro Comune, magari utile a fornire gli argomenti per fare una corretta informazione.

 

Sostiene l'amico (quello che ha suggerito di scrivere) che se anche mi fossi spiegato, non sarebbe cambiato nulla:

"senza il timbrino di Grillo, non vi considerano nè seri, nè corretti, nè trasparenti a sufficienza. Ora o allora è uguale. Siete solo "venuti buoni" (è una diretta trasposizione dal dialetto comasco n.d.r.) per farsi pubblicità,  almeno un minimo, e cercare di far bella figura. Far finta di sapere non è una bella cosa".

 

 

 

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