Nikolajevka - 70 anni dopo.
Oggi ricorre il 70° anniversario della battaglia di Nikolajevka.
Bloccata nella "sacca del Don", la Brigata Alpina Tridentina iniziò l'attacco.
Con aiuti da parte della Julia, Cuneense e Vicenza, si aprì un varco nelle linee sovietiche, indispensabile per mettersi sulla sulla strada verso l'Italia.
Le condizioni climatiche erano proibitive (neve alta e temperature a 40 sottozero).
Pochi mezzi di trasporto e vestiario, subendo continui attacchi.
Da quel giorno, le divisioni alpine, la Divisione Vicenza, alcune unità tedesche del XXIV Corpo, con altri italiani, rumeni ed ungheresi coprirono 350 chilometri di marce estenuanti e dopo tredici battaglie arrivarono il 30 gennaio a Schebekino, dove poterono finalmente riposare.
Di 229.000 soldati italiani inviati in Russia con l'ARMIR, i superstiti furono solo 114.485.
Le perdite delle divisioni alpine furono gravissime: da 57 000 partiti, ne ritornano solo 11 000.
Nel 1993 l'Associazione nazionale alpini attivò l'operazione 'Sorriso', con la donazione di un asilo da
parte dei volontari alpini alla città di Rossoch.
Esempio di come, nonostante il dolore della guerra che come esseri umani abbiamo l'obbligo di ricordare per non commettere gli stessi errori, i semi della fratellanza e della generosità restano vivi. Basta coltivarli.
E' giusto tributare, in questo giorno, un doveroso ricordo per quanti, a causa di un folle sogno imperialista, senza attrezzature ed indumenti adatti, furono mandati in un'inferno di ghiaccio, freddo e neve.
Un pensiero anche ai loro familiari, figli e nipoti.
La canzone Nikolajevka.