Le monete complementari.
Qualche
quotidiano, in questi giorni, sta toccando il tema delle monete complementari.
(nota personale: è un argomento che mi ha sempre incuriosito sul quale c'è parecchia letteratura scientifica. Non scritta da rivoluzionari o eversivi, ma da studiosi di politica monetaria e scenari economici).
Cos'è una valuta complementare?
Ci aiuta wikipedia:
" Le valute complementari sono strumenti di scambio con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale (rispetto al quale sono complementari). Solitamente le valute complementari non hanno corso legale e sono accettate su base volontaria, ciò contribuisce al loro aspetto identitario, cioè al loro identificare la comunità all'interno della quale sono usate alla stregua dei vantaggi di una tessera associativa.
Un sistema di valuta complementare è infatti accettato ed utilizzato all’interno di un gruppo, di una rete, di una comunità per facilitare e favorire lo scambio di merci, la circolazione di beni e servizi all’interno di quella rete sociale, rispetto al resto della comunità.
Le valute complementari si collocano come “sistemi di accordo” all’interno di una comunità e vengono utilizzate proprio a questi fini. Esse promuovono la pianificazione a lungo termine, stimolando i partecipanti al circuito ad investire in attività produttive connesse, piuttosto che nell’accumulo di denaro ed incoraggiano gli scambi e la cooperazione con la propria rete di aderenze, attraverso la circolazione del bene di scambio a cui, solitamente, viene attribuito un valore etico ed ideale."
Insomma, sono dei "denari" che si affiancano alla valuta corrente con un uso principalmente locale (aree delimitate), scambiabili solo all'interno di questi luoghi e tra chi le accetta.
In Italia sono scarsamente presenti (un modello particolare sono lo SCEC o la palanca genovese).
Una emissione nota fu nel 1931 in Austria, a Woergl, un
comune del Tirolo (nell'immagine)
.
Era pieno periodo post "crisi del 1929" (terreno fertile che contribuì ai totalitarismi ed alla guerra) con scarsa liquidità della valuta statale, lo scellino austriaco.
La moneta del comune aveva la particolarità di svalutarsi dell'1% al mese (i "bollini" gialli sono per la svalutazione: una volta la mese, si comprava un francobollo da un centesimo per poter usare la banconota da 1 scellino comunale).
Chi la accumulava, perdeva molto ed era forte l'incentivo a farla circolare. Ovvero, a sopperire alla carenza di liquidità dello scellino.
Il valore complessivo della valuta in circolazione era molto basso, ma cambiava di mano talmente velocemente da sopperire e creare sviluppo.
Diede risultati importanti e significativi sullo sviluppo locale. Dopo un anno fu dichiarata illegale.
Nel mondo, ancora oggi, ci sono centinaia di valute complementari e sono strumenti guardati con simpatia da quanti cercano di rafforzare l'economia di prossimità, non solo in termini finanziari, ma in termini etici, sociali ed ambientali , per una maggior integrazione tra lo spazio economico e lo spazio sociale.
L'obiettivo che ci si deve porre non è "battere moneta".
L'obiettivo è sempre lo stesso e non cambia mai:
costruire un mondo giusto usando tutti gli strumenti democratici (e utili) a disposizione.
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Tecnicamente le monete complementari sono da costruire, principalmente in rapporto alle leggi sull'emissione monetaria e sul fisco. Non sono uno scherzo.
Per chi vuole approfondire:
Un ampio documento con "dentro tutto":