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Pubblicato da FrancescoGatti

Una digressione sportiva, con un parallelo tra il calcio e la società.

Ieri sera il Barcellona ha sconfitto per 5 a 0 il Real Madrid.

 

Entrambe le squadre hanno giocatori di livello alto, molto sopra la media.

Gli allenatori sono preparati.

I soldi ci sono, il pubblico pure, la dirigenza anche. Entrambe sono anche macchine per affari, non ci sono dubbi.

 

La differenza è nel progetto, nell'idea, nella visione.

 

Il Barcellona cresce la stragrande maggioranza dei giocatori di prima fascia nel suo vivaio (Messi, Iniest, Xavi e molti altri). Le giovanili sono costruite molto sul territorio della Catalogna, in Spagna e nel mondo. 

L'allenatore Guardiolaè stato un un giocatore eccellente del Barcellona.

Il sistema di gioco si rinnova, ma su alcune basi solide: possesso palla, impostazione del gioco, predominanza territoriale.

Basi che non cambiano se arriva un nuovo presidente, un nuovo allenatore.

 

Il Barcellona non ha lo sponsor sulla maglia. I tifosi e la presidenza lo considerano un "vendersi" a qualcuno.

Sulla maglia c'è scritto UNICEF.

 

Il Real, tendenzialmente, acquista campioni affermati (una volta con la "cantera", il vivaio, faceva sfracelli - Butragueno e soci su tutti). Ora si punta si Cristano Ronaldo e altri eccellenti campioni (sulla cui simpatia è meglio sorvolare n.d.r.). 

L'allenatore è Mourinho, notissimo in Italia.

 

Il modello di formazione, locale e continua, del Barcellona ha sconfitto il modello utilitarista, più consumista e votato al "colpo ad effetto" del Real Madrid.

 

Imparare la lezione data dallo sport potrebbe farebbe sicuramente bene alla vita pubblica.

 

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