L'idea batte i muscoli. Barcellona 5. Real Madrid 0.
Una digressione
sportiva, con un parallelo tra il calcio e la società.
Ieri sera il Barcellona ha sconfitto per 5 a 0 il Real Madrid.
Entrambe le squadre hanno giocatori di livello alto, molto sopra la media.
Gli allenatori sono preparati.
I soldi ci sono, il pubblico pure, la dirigenza anche. Entrambe sono anche macchine per affari, non ci sono dubbi.
La differenza è nel progetto, nell'idea, nella visione.
Il Barcellona cresce la stragrande maggioranza dei giocatori di prima fascia nel suo vivaio (Messi, Iniest, Xavi e molti altri). Le giovanili sono costruite molto sul territorio della Catalogna, in Spagna e nel mondo.
L'allenatore Guardiolaè stato un un giocatore eccellente del Barcellona.
Il sistema di gioco si rinnova, ma su alcune basi solide: possesso palla, impostazione del gioco, predominanza territoriale.
Basi che non cambiano se arriva un nuovo presidente, un nuovo allenatore.
Il Barcellona non ha lo sponsor sulla maglia. I tifosi e la presidenza lo considerano un "vendersi" a qualcuno.
Sulla maglia c'è scritto UNICEF.
Il Real, tendenzialmente, acquista campioni affermati (una volta con la "cantera", il vivaio, faceva sfracelli - Butragueno e soci su tutti). Ora si punta si Cristano Ronaldo e altri eccellenti campioni (sulla cui simpatia è meglio sorvolare n.d.r.).
L'allenatore è Mourinho, notissimo in Italia.
Il modello di formazione, locale e continua, del Barcellona ha sconfitto il modello utilitarista, più consumista e votato al "colpo ad effetto" del Real Madrid.
Imparare la lezione data dallo sport potrebbe farebbe sicuramente bene alla vita pubblica.