Il ristorno frontalieri: qualche informazione.
Premessa: i rapporti tra i due lati del confine sono sempre stati buoni.
La storia ci racconta di importanti e fondamentali scambi culturali, economici, di conoscenze, di legami religiosi ed istituzionali.
Anche molto prima che esistessero gli attuali confini.
Non esiste nulla di sensato che possa suggerire di far cambiare direzione.
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212.000 €. Questa è la cifra, con riferimento all’ultimo dato disponibile, del ristorno frontalieri versato nelle casse del Comune di Maslianico. Sono fondi vincolati: un minimo del 70% va per investimenti ed infrastrutture (opere pubbliche), il 30% per spese ordinarie (bollette, manutenzioni, altro).
Il ristorno frontalieri venne ideato nel 1974: serve a far partecipare alle spese dei comuni i lavoratori italiani impegnati in Canton Ticino.
Chi lavora in Svizzera come frontaliere usufruisce quasi sempre dei servizi in Italia (sanitario, istruzione, giustizia, polizia, ordine pubblico, stato civile ecc.) e, senza ristorno, non sosterrebbe direttamente le spese di funzionamento della propria nazione.
Quindi, per evitare la doppia imposizione fiscale (prima in Svizzera, poi in Italia), si decise di procedere con un versamento dalla Confederazione all’attuale ministero delle Finanze e, da questo, ai comuni di residenza dei lavoratori.
Secondo gli accordi Italia-Svizzera, il ristorno ammonta al 38,8 % delle somme versate da parte dei lavoratori italiani nelle casse della Confederazione. La quota per ogni lavoratore frontaliere versata al Comune, determinata dal ministero dell'Economia, è di 817,6 euro.
Nella campagna elettorale appena svoltasi in Ticino, già il partito PPD aveva proposto la riduzione del trasferimento al 12,5%.
La Lega dei Ticinesi è assolutamente favorevole ed è risultata il primo partito ticinese con il 30% dei consensi su circa il 56% degli aventi diritto al voto recatesi alle urne.
A Berna il governo della confederazione ha già rigettato la proposta.
A Roma non sembra ci sia margine per questa trattativa.
Si è stimato che una riduzione del trasferimento toglierebbe a Maslianico circa 140.000 € (sempre con riferimento al 2008).
Per tutti i comuni c’è il rischio di tagliare servizi importanti, a meno che lo Stato non provveda a trasferire fondi propri.
In molti si stanno chiedendo se si stanno usando i lavoratori frontalieri ed i comuni di confine per risolvere/lanciare problemi di politica estera ed
economica, soprattutto legati all’inserimento della Svizzera nella black-list dei paradisi fiscali da parte del Ministero dell’Economia.