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Pubblicato da FrancescoG.

Se è compatibile con le finanze pubbliche, ridurre le tasse è una buona scelta .

Le tasse (o imposte), d'altra parte, non sono tutte uguali. Alcune incidono sul costo dei beni di consumo o dei servizi (l’IVA), altre sul lavoro (l’IRPEF), altre sulle imprese (l’IRAP). Senza dimenticare che ce ne sono altre specifiche (bollo auto, marche da bollo, addizionali varie ecc. ecc.).

Toccare, verso l’alto o verso il basso, una qualsiasi delle imposizioni fa emergere una specifica volontà. Togliere l’IVA su alcuni prodotti, ad esempio, vorrebbe dire cercare di agevolarne la vendita. Detassare tredicesima e produttività, vuol dire altro.


Lo scorso anno lo Stato ha tolto completamente l’ICI sulla prima casa (Governo Berlusconi). Precedentemente (Governo Prodi) era già stato fatto un'intervento a livello nazionale, con l'aumento del margine di detrazione a scopo sociale, favorendo così le famiglie con case più piccole (di solito le meno abbienti), che già non avrebbero pagato nulla.
Mantenendo la completa potestà comunale dell'imposta.
Solo con l'eliminazione complessiva, intervenendo ancora sul patrimonio, si è eliminata la stragrande maggioranza dell’imposizione locale: i Comuni non sono più completamente autonomi.


Lo Stato è intervenuto su una tassa comunale, che finanzia i servizi comunali.
In pratica, l'ICI oggi è pagata dallo Stato. Non c'è stata minor spesa per le casse dell'Italia. Solo un diverso incasso. Centralista e non federale.


Domanda: chi ha avuto più beneficio? Chi ha le case con la rendita maggiore, questo è noto a tutti. Sono le più grandi o con la "classe d'assegnazione" più alta.

Mettiamola in cifre e riferiamoci a Maslianico.


Si tenga presente che chi non pagava nulla di ICI sulla prima casa, per detrazioni o agevolazioni precedenti all’eliminazione della legge, non fa parte del conteggio. Si ipotizza siano circa 100 - 150 unità abitative.

 

I cittadini di Maslianico, complessivamente, hanno avuto un beneficio di circa 364.000 €.

La metà di questi (ca 180.000 €) sono restati nelle tasche di un quarto delle famiglie.

L’altra metà, ai tre quarti delle famiglie.

 

Per 1086 famiglie, la riduzione media è stata di ca 170 €. Per 378 famiglie di 481 €.

17 abitazioni hanno goduto di un risparmio medio di 1120 € circa.

La somma complessiva risparmiata dai primi 17 dell’elenco è uguale alla somma complessiva risparmiata dagli ultimi 240.

 

Al lettore ulteriori valutazioni nel merito. Inviate i vostri commenti.

 

Trovate i dati nelle tabelle.



 

 

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F
<br /> <br /> Il lavoro è stato un pò lungo. I dati sono parecchi. Mi fa piacere che serva.<br /> Buona giornata.<br /> Francesco<br /> <br /> <br /> <br />
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D
<br /> Hai fatto davvero un lavoro preciso e interessante. Sulla base di dati oggettivi, anche ragionarci un po' sopra è tutta un'altra cosa! Ragionare sulle scelte, intendo dire.<br /> Grazie!   Daniela<br /> <br /> <br />
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M
<br /> <br /> Tanto ai ricchi. Poco ai poveri.<br /> I poveri sono stati contenti.<br /> Siamo degli ignoranti che si fanno fregare sempre.<br /> <br /> <br /> <br />
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F
<br /> Ciao Moreno.<br /> Grazie dell'apprezzamento e del commento.<br /> Mi sono messo a fare i conti perchè ero curioso di vedere come si era distribuito il denaro. E sono usciti questi numeri. Che hanno confermato l'idea iniziale.<br /> Molto a pochi.<br /> Oggi i 4 miliardi che si dice sia costata l'eliminazione dell'ICI sulla prima casa (e come si è visto la metà è andata a chi la crisi la subisce molto meno) sarebbero stati utili per politiche di<br /> rilancio economico ed ammortizzatori sociali.<br /> Ma tant'è.... non ci sono.<br /> Questione di scelte e priorità.<br /> Ciao, buone cose e grazie ancora.<br /> Francesco<br /> <br /> <br />
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M
<br /> Interessantissimo!<br /> <br /> <br />
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