Gravedona, Consiglio di Rumo e Germasino: verso il referendum per la fusione.
L’Italia è il paese dei Comuni. Sono circa 8000. In Lombardia superano i 1000.
In Provincia di Como sono oltre 160 per meno di 600.000 abitanti.
Ci sono comuni che hanno 200-300 abitanti.
L’eccessiva frammentazione aumenta i costi (più sindaci, consiglieri, segretari comunali, revisori dei conti ecc.)e spesso non riesca da la possibilità di garantire completamente i servizi, a causa di limiti di bilancio.
Per avere Comuni ppiù grandi, si devono fare le fusioni.
Facile a dirsi, più difficile da mettere in pratica.
I comuni è opportuno siano simili: di solito i piccoli temono di essere fagocitati dai grandi e diventare periferia, perdendo qualità della vita sul proprio territorio.
Inoltre è opportuno abbiano condiviso storia e tradizioni, con un tessuto sociale e produttivo già connesso.
Bisogna, poi, superare i campanilismi (a volte in alcune realtà sono difficili anche semplici collaborazioni o convenzioni) e, per qualcuno, convincere che la perdita di una carica (diminusce il numero di sindaci, assessori e consiglieri) vale la pena se migliora il servizio alle comunità.
In questo contesto, le fusioni sono rarissime.
Da qualche parte, però, ci stanno lavorando con tenacia e capacità.
Sono i comuni di Gravedona, Consiglio di Rumo e Germasino, con i rispettivi sindaci e consigli comunali. (nella foto, un immagine dell'Alto Lario).
La Regione Lombardia ha approvato la proposta di referendum per il progetto di fusione.
I cittadini di questi comuni dovranno votare il si o il no alla fusione ed, inoltre, scegliere il nome del nuovo comune.
A tutti, amministratori e non, auguriamo un buon lavoro ed un sereno dibattito in preparazione al referendum.