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Pubblicato da FrancescoGatti

Davide Van De Sfroos a Sanremo con la canzone Yanez, in dialetto tremezzino: il primo ammesso al Festival dopo il napoletano.

 

In molti l’avranno seguito alla tv, ieri e l’altro ieri. Un successone!

Una delle esibizioni più apprezzate: ma non c’erano dubbi.

Quando uno è bravo, è bravo (complimenti anche alla band).

 

Davide ha messo d’accordo tutti. Musica carica di energia, brillante, vivace. Insomma, bella.

 

E poi, forse, anche perché l’Italia è una nazione di lingue locali, nate e cresciute grazie alla storia locale.

L’uso del dialetto fa subito simpatia, anche se non si capiscono le parole.

 

Richiama alla parlata popolare, qualsiasi essa sia. Insomma, solo l’uso del dialetto è evocativo, dappertutto.

Forse anche per questo, per un comune sentire, la canzone di Van De Sfroos è piaciuta in tutt’Italia.

 

La musica (come il cibo, del resto) dimostra ancora una volta di essere un linguaggio universale.

 

E chissà se un domani, in una raccolta musicale, a fianco ai grandi classici napoletani, siciliani, romaneschi, milanesi non comparirà anche un pezzo in tremezzino.

 

Prima di andare a Sanremo, Davide ha dichiarato:

"Non vado a Sanremo a rappresentare un popolo, non sono il paladino di chissà cosa. Sarò su quel palco come cantante, ci vado a sguinzagliare le mie canzoni. L'Italia rimane unita anche grazie all'identità dei dialetti. Mi preoccuperò il giorno in cui parleremo tutti un italiano commerciale misto all'inglese. Cancellare i dialetti è come limare gli Appennini e abbattere la torre di Pisa".

 

Grande verità.

 

Complimenti al “nostro” (me è di tutti) Van De Sfross e…. avanti così!

 

Qui trovate il video della canzone.


 
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