Fusione dei comuni di tre comuni dell’Altolario. Dal referendum il no dei cittadini.
Il tema dell’organizzazione istituzionale, che sembra lontano e indifferente per la quotidianità dei cittadini, è invece fondamentale per avere amministrazioni efficienti, economiche, sostenibili e fornire servizi adeguati.
Per questo non nate anche le Unioni dei Comuni, anche con il mai celato scopo di procedere, in seconda battuta ad unire i Comuni.
Qualche dato.
In Provincia di Como ci sono 162 Comuni per circa 590.000 abitanti.
I 10 più grandi, insieme, fanno oltre 200.000 residenti.
Ci sono circa 50 comuni sotto i mille abitanti.
Già oggi le leggi obbligano i Comuni a convenzionare servizi ed attività. E su questo si dovrà ragionare ed aprire un dibattito.
Si è svolto domenica il referendum comunale nei Comuni di Consiglio di Rumo , Germasino e Gravedona. Oggetto: la fusione dei tre enti. Ne avevamo parlato qui.
Ha vinto il no, con una buona partecipazione della popolazione:
il 64,4% a Consiglio di Rumo, l’83% a Germasino, il 60% a Gravedona.
Sin dai primi spogli delle schede si è intravisto il forte segnale di opposizione dei cittadini. Gravedona ha segnalato 811 no su 627 si.
Anche a Consiglio ha prevalso il no: 354 a 299.
Germasino è andato in un’altra direzione, con la vittoria del si.
Così i Sindaci.
Il sindaco di Gravedona, Fiorenzo Bongiasca: «Sono comunque soddisfatto. La marcia di avvicinamento a questo appuntamento ha permesso di parlare di questa porzione di territorio. Sappiamo che scardinare i “campanilismi” non è facile. Ci abbiamo provato. Ora toccherà alla Regione dire quale dimensione deve avere un Comune. L’argomento fusione sarà in Consiglio regionale il prossimo 30 novembre».
Il sindaco di Germasino, Giuseppe Frascarolo: «I cittadini hanno mostrato grande maturità. Hanno saputo leggere i segni dei tempi. Sicuramente è un risultato importante per il nostro comune. Ora vedremo cosa accadrà da qui al 30 novembre».
Il sindaco di Consiglio di Rumo, Giuliano Mazzucchi: «Avrei preferito finisse in altro modo. Si è voluta dare la possibilità ai cittadini di scegliere la “via” della fusione, lasciando da parte le mie aspirazioni personali. Una soluzione, la fusione, vista come una soluzione necessaria per il nostro territorio e per i nostri Comuni. A Consiglio di Rumo, continueremo a lavorare come fatto in questo primo anno di mandato. Cosa accadrà? Non sta a me decidere. Vedremo quali decisioni prenderà la Regione».