Celebrazione del 4 Novembre - Piccolo resoconto.
Quest’anno alle celebrazioni del 4 novembre, organizzate in collaborazione con l’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI e con le Scuole,
ha partecipato la GUARDIA DI FINANZA che ha provveduto ad allestire una mostra, ad effettuare una dimostrazione dell’unità cinofila antidroga, a cui hanno assistito gli alunni delle scuole, e ad
una serata con il Comandante Provinciale Colonnello MECARELLI che ha ripercorso con una ricca relazione, storia e compiti del CORPO. (trovate alcune immagini nella sezione album).Le celebrazioni si sono concluse domenica 8 novembre nella Sala Consiliare con la partecipazione degli alunni delle classi V Scuola primaria, II e III Media e con il sentito
discorso del Sig. Antonelli Presidente dell’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI qui di seguito riportato nelle sue parti più dense e sentite:
“Questa festa, nata quasi un secolo fa per celebrare la vittoria dell’Italia in quella che venne chiamata la grande guerra e che portò al completamento del territorio della nazione è continuata in tutti questi anni assumendo man mano altri più profondi significati. Innanzitutto quello di perpetuare e onorare il ricordo di tutti coloro che per l’Italia e per la sua bandiera hanno perso la vita nella grande guerra, nella seconda guerra mondiale e, più recentemente, nelle missioni nelle varie nazioni del mondo in cui i nostri militari sono stati mandati con lo scopo di aiutare quelle popolazioni e quei paesi a uscire dalle atrocità dei
conflitti che dilaniano le loro terre.
Non rendiamo vano il sacrificio di quei ragazzi di cui siamo qui per onorare il ricordo e che per quell’unità hanno dato la vita. Talvolta purtroppo sembra che a noi italiani non interessi per niente la nostra patria. Siamo divisi e litigiosi in tutto: in politica, nel trasformare la ricchezza della diversità di tradizioni, costumi, dialetti in motivi di divisioni, talvolta profonde. C’è un’Italia che dà spettacolo penoso di sé alle televisioni e sui giornali con risse, personaggi equivoci, turpiloquio, pettegolezzi (oggi si dice gossip) di uno squallore senza pari.
Ma l’Italia vera è un’altra. è quella dei ragazzi, dei giovani che si alzano all’alba, quando ancora è buio, e affollano i bus, i treni, le strade per entrare nelle scuole o nei cancelli
delle fabbriche, è quella dei genitori che lavorano duramente, rinunciano al cinema, al ristorante, alle vacanze per portare avanti la famiglia in tempi duri.
Questa Italia che lavora magari mugugna, ma è quella che ci onora e che ci rende orgogliosi portando nel mondo il frutto del suo lavoro e della genialità del “made in Italy”. E' l’Italia dei volontari accorsi in Abruzzo, da tutte le regioni a scavare giorno e notte con le mani tra le macerie del terremoto per tentare di salvare qualche vita umana. E' l’Italia delle suore morte di ebola in Africa pur di non abbandonare quelle popolazioni flagellate dall’epidemia; dei missionari religiosi, dei volontari laici che vivono tra i più poveri e i diseredati in Africa, in Asia, in America latina portando il conforto del loro operato e della loro umanità.
Ed è anche questa l’Italia che ha dato i suoi figli migliori al sacrificio supremo negli anni bui della follia dell’umanità buttata nel tritacarne della guerra. Perciò malgrado tutto ci sentiamo orgogliosi di essere italiani e questo, penso, sia il modo migliore di ricordare e
onorare i nostri fratelli scomparsi."