Autostrade, raccordi, tangenziali: c'è chi paga, chi no.
Non sono poche le persone che dalla nostra zona si recano per lavoro a Milano e provincia, percorrendo l'autostrada A9.
Una delle più care d'Italia come rapporto costo-lunghezza.
I pedaggi sono stati ritoccati con la manovra economica d'estate e dovevano essere applicati anche laddove, oggi, non si pagano.
Il principio di base è il seguente: "Le strade sono nazionali o date in concessione da parte dello Stato e, quindi, o si pagano tutte o non si paga nessuna".
Escludendo la seconda ipotesi (purtroppo) resta la prima.
Negata dal Consiglio di Stato, al quale avevano fatto ricorso alcuni enti locali.
Non ci saranno aumenti e nessun nuovo pedaggio.
La cosa curiosa è la seguente:
la sentenza riporta che la decisione «deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all'intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti».
Il ricorso era della Provincia di Roma, da quelle di Pescara e di Rieti e da alcuni comuni dell'hinterland romano.
Festeggiano a Roma, dove son si paga il raccordo anulare (ma una "vignetta" da 15 € all'anno, alla Svizzera, non potrebbe bastare? 15 € per qualche milione di auto fanno qualche decina di
milioni per le manutenzioni della strada).
Non festeggiamo noi che ci prendiamo i rincari (nessun ente ha fatto ricorso) e continuiamo nella solita disparità di trattamento.
Un ottimo modo per continuare, di fatto, a dividere la nazione e non ad unirla.
Come principio non è ne più ne meno della vecchia questione del gas, oggi superata.