Addio Piano Regolatore. Ecco il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) - dal giornalino comunale.
Desiderare di vivere in un luogo piacevole e accogliente, in armonia con l’ambiente e con buoni servizi.
Un luogo che dia opportunità a tutti per migliorare il benessere personale e collettivo.
Con una sintesi un po’ ruvida, è questo l’obiettivo dell’urbanistica e dello sviluppo dei territori.
Facile a scriversi, più complicato da mettere in pratica.
L’urbanistica è una materia articolata, in continuo sviluppo. Gli studi e la realtà legata alle necessità delle comunità di cittadini hanno mostrato che il sistema del vecchio Piano Regolatore non bastava più.
Mancavano o erano da rafforzare, essenzialmente, tre punti:
- la partecipazione dei cittadini;
- i contenuti ambientali;
- coordinare i servizi pubblici (scuole, municipio, verde, trasporti, servizi sociali) tra loro e con le reali necessità del paese. Con uno sguardo anche sovracomunale.
Le Regioni d’Italia, titolari della gestione del territorio, hanno preparato delle nuove leggi.
Per la Lombardia il riferimento è la Legge Regionale n° 12 del 2005, che ha fatto nascere il PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (PGT), ovvero il sostituto, più evoluto, del Piano Regolatore.
Prima di descrivere, in sintesi, come è composto, vale la pena dare uno sguardo al concetto di partecipazione.
La legge prevede un PERCORSO PARTECIPATO. Devono essere fissati dei momenti specifici nei quali la popolazione, gli enti, le associazioni, e chiunque desideri dire la propria sullo sviluppo del paese, lo possa fare. La partecipazione è un principio democratico. Riconosce, inoltre, che sono molte le competenze diffuse e la società è più articolata di quella di 50 anni fa. Garantire spazi e possibilità di esprimere il proprio pensiero, nelle forme più opportune (lettere, incontri pubblici) è un potenziale per tutta la comunità.
D’altra parte la partecipazione non può essere solo un qualcosa di legato alla propria abitazione o al proprio terreno. E’ condivisione di necessità pubbliche in senso più ampio.
Quali? Ad esempio le necessità di giardini, mobilità e parcheggio, servizi sociali, scolastici e di tutela dell’ambiente: è su questi punti che va aperto un dibattito ed un confronto tra le diverse sensibilità. Una discussione ad un livello parallelo, più articolato del proprio interesse individuale.
Ma torniamo alla parte più tecnica, al PGT. E’ composto da tre parti:
a) il documento di piano
b) il piano dei servizi
c) il piano delle regole
Il DOCUMENTO DI PIANO vale cinque anni e non nasce da solo: è legato ad altre programmazioni, a livello sovracomunale: sono il Piano Provinciale di coordinamento territoriale ed il suo omologo regionale. Insomma, c’è una rete alla quale ci si deve connettere.
È il documento politico del PGT, il primo da preparare, per il quale è fondamentale lo studio del territorio comunale dal punto di vista storico, architettonico, ambientale e sociale. In questo passaggio la memoria storica della popolazione e le informazioni disponibili presso il Comune sono indispensabili. Conterrà la programmazione per lo crescita economica e sociale del Comune di Maslianico, fissando le priorità. Proprio da qui si costruiranno le previsioni di intervento e riqualificazione del territorio, della mobilità, dei servizi pubblici, degli insediamenti residenziali ed economici.
Senza dimenticare le incentivazioni. Il tutto è coordinato con l’assetto geologico, idrogeologico e sismico (quest’ultimo, fortunatamente, non rilevante nel territorio di Maslianico).
Per verificare se quanto riportato dal Documento di Piano è compatibile con l’ambiente, ci sarà il vaglio dalla VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS), un procedimento di controllo e di promozione dello sviluppo sostenibile ovvero, in senso ampio, di una crescita che risponda alle esigenze del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. La VAS è fatta apposta per “mettere insieme” il processo di pianificazione
urbanistica e la sostenibilità e guarda a componenti ambientali, economiche e sociali.
Un documento di piano che non recepisce questi concetti, non passa l’esame.
A valle del Documento di Piano, come diretta conseguenza, arrivano il PIANO DEI SERVIZI ed il PIANO DELLE REGOLE, documenti tecnici ed operativi.
Sono gli strumenti per mettere in pratica gli obbiettivi indicati dal Documento di Piano.
Il PIANO DEI SERVIZI riporta e garantisce:
- la presenza, sul territorio comunale, di aree e attrezzature pubbliche, di interesse pubblico o generale;
- le aree per l’edilizia residenziale pubblica;
- il verde, con una razionale distribuzione sul territorio comunale, e la tutela dell’ecologia;
- contiene dati sulla popolazione, sull’utilizzo dei servizi pubblici, sulla mobilità, sulla capacità, stato di conservazione, fruizione e accessibilità dei servizi;
- identifica la necessità di integrazione dei servizi esistenti o di nuovi servizi da parte della popolazione;
- ha una normativa tecnica di attuazione.
Il PIANO DELLE REGOLE costituisce la parte più tecnica del P.G.T. È, in sostanza, qualcosa che assomiglia alle vecchie previsioni del Piano regolatore.
Ma a queste previsioni, come si può immaginare da quanto riportato sopra, si arriva dopo un periodo di valutazione, studio e confronto che nel vecchio sistema del Piano Regolatore non era previsto. Nel Piano delle regole si individuano le aree di diverso tipo quali, ad esempio, il tessuto urbano consolidato, i nuclei di antica formazione, i beni ambientali, storici, artistici o monumentali. Individua le aree da destinare a verde e le aree di valore paesaggistico.
Per fissare le modalità di intervento e i parametri da rispettare negli interventi il Piano delle Regole è corredato da un elaborato, le Norme Tecniche di Attuazione. Il lavoro è articolato, sono numerosi i puntini da unire per un buon disegno della pianificazione di Maslianico, che deve portare benefici ai cittadini.
Avremo modo di discutere dei contenuti e di confrontarci.
La Giunta Comunale