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Pubblicato da Francesco Gatti

Ritorno sul tema della gestione del servizio idrico integrato.

Argomento articolato e delicato dal punto di vista sociale, economico, giuridico.

Come assessore delegato, sento l'obbligo di dare un chiarimento, sulla scorta del dibattito sviluppatosi nell'ultimo consiglio Comunale e stimolato dall'articolo pubblicato sul quotidiano "La Provincia" il 13 gennaio scorso.

La nostra Amministrazione sostiene da sempre che le reti idriche debbano restare proprietà dei comuni.

Già qualche anno fa, unico comune sul territorio provinciale, ci opponemmo alla società patrimoniale d'ambito, a cui i comuni dovevano "passare" le loro reti. Votammo negativamente nell'assemblea dei comuni.

Altri comuni, comunque scettici, si astennero.

 

Non ritenevamo (e non riteniamo tuttora) che dare la proprietà delle reti "fuori dal comune" fosse la strada migliore ed avevamo forti dubbi sull'ammissibilità giuridica.

Dopo qualche tempo la Corte Costituzionale sciolse l'argomento: 

scelte di quel tipo non sono possibili nel quadro normativo vigente.

In sostanza, il gestore può usare le reti, ma restano dei comuni. Bene.

Per la scelta del gestore, invece, la partita è diversa.
Si potrebbe scrivere un papiro chilometrico, trattando di liberalizzazioni, referendum, statalismo ed altro.

 


Ma questa non è sede.
 

Per farla breve, le norme prevedono che su tutto il territorio provinciale ci sia un gestore unico per l'acqua (acquedotto, fognatura, depurazione)

Oggi, tra comuni e società, divisi tra i tre settori, i gestori i Provincia di Como sono più di cento (per 560.000 abitanti circa).

La Provincia, ente responsabile dell'organizzazione del servizio idrico, ed i comuni, che hanno un ruolo chiave e sono chiamati ad esprimersi sulla programmazione, sulla pianificazione e sul controllo del servizio, devono attivarsi per adempiere alle leggi.

 


Il tema è già stato svolto in gran parte d'Italia (la prima norma è del 1994).

La nostra amministrazione, insieme agli altri comuni della provincia, è impegnata proprio in questo lavoro.

 


E' un lavoro importante, non semplice, e che va condiviso con con le comunità locali.
Fino a quando toccherà al Comune occuparsi direttamente del servizio, lo faremo con la massima attenzione possibile.

Quando toccherà al gestore unico provinciale, il ruolo del comune cambierà e saranno ancor più fondamentali i controlli e la programmazione.

La sfida di oggi è riformarsi per poter guardare al futuro con più speranza, per liberare quel potenziale notevole che il nostro territorio e le nostre competenze diffuse possono esprimere.

Dalle nostre parti, territorio che sull'acqua e con l'acqua ha costruito la sua storia e parte del proprio benessere, il settore idrico è ancor più significativo.

E, quindi, non possiamo permetterci di non pensare guardando avanti.

Grazie per la lettura. Domande e considerazioni sono sempre ben accette.


Cordialmente,
Francesco Gatti

 

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