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Pubblicato da Francesco Gatti

Il tema dell'acqua e del corretto funzionamento del servizio idrico è complicato, articolato, difficile. Ma fondamentale per cittadini, ambiente, sviluppo.

 

Nel giugno scorso uno dei referendum ha abrogato una norma per l'affidamento dei servizi pubblici, valida anche per il servizio idrico.

 

Per un paio di mesi siamo stati senza legislazione. Poi si è rimediato.

 

 Il servizio idrico, proprio per la peculiarità e la spinta referendaria, è rimasto fuori dal nuovo testo normativo.

 

In Italia, oggi, valgono le disposizioni europee alle quali, come membro dell'UE ed estensore delle norme, il nostro Stato si deve attenere.

 

 In questi giorni il Governo sta elaborando un decreto sulle liberalizzazioni che tocca i servizi pubblici locali.

Alcuni temono, e si lamentano con forza, che(citazione) "il Governo se ne frega del referendum".

 

Per capirlo, andiamo a vedere i documenti. 

Sulle questioni amministrative e politiche, è consigliabile la "modalità San Tommaso".

Il "fammi vedere". A costo di risultare antipatici.

 

Ci viene in aiuto la prima bozza del decreto cosidetto "delle liberalizzazioni". (La trovate qui.)

 

La parola "acqua" non compare.

La parola "idrico" c'è solo una volta.

Al comma 9 dell'art. 18 - (Promozione della concorrenza nei servizi pubblici locali

 

9. Il presente articolo non si applica al servizio idrico per il quale rimangono ferme le competenze dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas previste dall’art. 21 comma 19, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214

 

 

 

Da una prima e banale verifica, quindi, il servizio idrico non si apre alla concorrenza (e quindi alle gare d'appalto).

Il Governo non "se ne frega del referendum".

 

 Restano dei nodi. L'ideologismo di qualsiasi colore non aiuta a scioglierli ne a discutere.



Due su tutti:

1) in Italia siamo senza legge per l'affidamento del servizio idrico e ci dobbiamo rifare alle direttive europee.

2) ci sono indicazioni ormai "zoppe" per fissare le tariffe dell'ambito territoriale (dovuta all'abrogazione referendaria della "remunerazione del capitale") .

 

La situazione potrebbe non essere completamente negativa.

E' un quadro adatto per lavorare a livello Parlamentare per (l'ideale a mio modesto avviso)avere una legge specifica sull'acqua. Chissà. Speriamo bene.



Francesco Gatti

_____________________________

 

Aggiunta.

Dal primo gennaio le competenze sul servizio idrico sono provinciali (sui temi chiave devono esprimersi i Comuni, in sede congiunta). La Provincia, per come la conosciamo, pare scompaia a maggio. Anche su questo bisognerà ragionare.

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