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Pubblicato da FrancescoG.

Ogni tanto vale la pena divagare dalle cose del paese e affrontare temi che possono essere signicativi, in generale. Oggi una cosa particolare ed interessante.

Del PIL sentiamo parlare alla radio, vediamo tabelle al telegiornale, se ne discute sui giornali. E'
 il Prodotto Interno Lordo, un indicatore economico che, almeno per noi opinione pubblica, pare sia diventato l’unico parametro interessante da conoscere per sapere se stiamo bene o stiamo male. Un termometro.


“Le politiche economiche sono buone per i cittadini se fanno crescere il PIL”. Ma non è sempre vero. Si sta usando in maniera impropria uno strumento che indica altro. Il PIL è male utilizzato.

 

Per il PIL è indifferente, a parità di spesa, inquinare l’aria o far funzionare le scuole.

Perché il PIL aumenta con l’aumentare degli incidenti in auto, dei costi medici, dell’inquinamento, dei terremoti e delle catastrofi naturali.

Tutti eventi che non concorrono al nostro benessere.
Insomma, tornando all'esempio del termometro, ci dice se abbiamo la febbre, ma non il perchè. Va bene saperlo, ma non è abbastanza. Meglio sarebbe guardare oltre.

 

Da anni psicologi, sociologi, economisti si interrogano su questo tema ovvero su come fare a costruire un parametro nuovo che tenga conto dell’analisi di redditi e dei consumi e non della sola produzione, delle prestazioni sociali, della qualità ambientale, delle prestazioni gratuite (cura dei bambini e volontariato, ad esempio), delle ineguaglianze, dell’efficienza dei servizi pubblici,

 

L’Unione Europea dal 2007 e la Francia dal 2008 ci stanno lavorando.


L’UE ha pubblicato il rapporto della conferenza “Beyond GDP” (“Oltre il PIL”) e

la Francia il rapporto della “Commissione per la misura dei risultati economici e del progresso sociale”, che ha impegnato alcune delle più brillanti menti economiche del mondo  - Joseph Stiglitz (USA), Amartya Sen (India) , Paul Fitoussi (Francia).

 

Non è facile ridimensionare un parametro semplice come il PIL, riproducibile, facilmente confrontabile tra Stato e Stato, in uso da 70 anni.

Ma è un passaggio necessario per costruire un modello di sviluppo diverso e sostenibile negli anni a venire.
Perchè c
’è differenza tra “misurare” quanto stiamo bene e contare quanto produciamo.


Quest’idea, se arriverà fino in fondo, porterà a nuovi e profondi cambiamenti.

Soprattutto sul piano delle scelte politiche, che saranno più legate allo sviluppo delle libertà dei servizi, che al continuo correre per produrre.

 

« Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l'inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta »

 

(Robert Kennedy - Discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University)
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D
<br /> Molto interessante! Vale davvero la pena pensarci!<br /> Daniela<br /> <br /> <br />
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F
Il Sole 24 Ore ha stilato la classifica delle città secondo il BIL (Benessere Interno Lordo). Tiene conto di salute, ambinete, istruzione ecc. ecc. Le cose vanno diversamente rispetto alla ricchezza.Ecco qui un paio di articoli che ne parlano:http://salvadanaio.economia.virgilio.it/BIL-benessere.html http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/fano/varie/2009/09/21/234217-marche_scoprono_terra_felice.shtml 
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