25 aprile: festa della Liberazione.
Il 25 aprile: festa
della Liberazione dell'Italia
dalle forze nazifasciste.
Quest'anno, nel centocinquantesimo dell'Unità, la ricorrenza assume una maggior rilevanza.
Il 25 aprile del 1945 l'Italia venne riunita per la seconda volta.
Dopo l'armistizio l'8 settembre del 1943 la nostra nazione era divisa.
A Sud gli alleati, nel Centro-Nord gli occupatori nazifascisti.
La liberazione avvenne con il fondamentale apporto delle forze
angloamericane, decisivo per schiacciare la macchina militare tedesca e per scacciare dal territorio italiano le truppe, che apprimevano la comunità
civile.
Come già sottolineò Alcide De Gasperi alla Conferenza di pace di Parigi del 1946, Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, ha ripreso: "è indubbio che il generoso contributo italiano, contro ogni comodo e calcolato attendismo, ci procurò un prezioso riconoscimento e rispetto".
Al Comitato di Liberazione Nazionale, formato da tutte le forze che si opponevano al nazifascismo, tutti noi dobbiamo un tributo per la libertà nella quale viviamo.
Così Benedetto Croce, liberale: "Grande sollievo per la rapida liberazione dell'alta
Italia dai tedeschi senza le minacciate e temute distruzioni, e per opera
dei patrioti e partigiani, che è gran beneficio, anche morale, per l'Italia".
Il 25 aprile è un riscatto nazionale, sopra gli steccati politici: per la pace, la libertà, l'unità della nazione.
L'Italia si fonda anche su questo e sull'esempio di persone, famose o meno, che dalle cose piccole alle grandi, hanno operato per la costruzione della comunità nazionale.
Esempi che ognuno di noi conosce, spesso molto vicini alle nostre famiglie.
Sono tutti coloro che rinunciano al proprio per ideali più grandi.
Uno spirito che come Italiani abbiamo dentro di noi.
Uno spirito patriottico e solidale, di progresso sociale ed economico.
Che con il lavoro vuole costruire il benessere, per la realizzazione delle persone, nel rispetto degli altri.
Per una comunità coesa, forte e protagonista, nel bene, in Europa e nel Mondo.
Se chi ha
massime responsabilità di trasformare in fatti questi auspici, per vari motivi, non ce la fa, sta a noi, dal nostro quotidiano, coltivarli ancor di più.
E' indispendabile che ognuno di noi tramandi ed operi sull'insegnamento positivo che ci arriva dalla nostra Storia.
(Cliccando qui, il video del discorso del Presidente Napolitano. Milano, 24 aprile 2010. E' anche una lezione di storia).