Quell'incivile abitudine (mondiale) chiamata littering.
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Da fastidio a quasi tutti vedere rifiuti abbandonati per terra, come sacchetti lasciati a bordo strada, mozziconi di sigarette, carte di caramelle, scontrini, avanzi di cibo da asporto, bottiglie.
Il quasi è d'obbligo: chi butta i rifiuti non ha fastidio. E' evidentemente appassionato di sporcizia e vuole portare nel mondo il proprio credo.
A prescindere dalle singole idee, il LITTERING, così è stata chiamata questa pratica (dall'inglese litter: immondizia) ha tre principali conseguenze (nelle foto, via 25 Aprile e Via XX Settembre, ieri. Questa mattina i cestini sono stati svuotati).
La prima: è un danno ambientale. I rifiuti si degradano lentamente in ambiente, soprattutto plastiche, metalli e vetro. Possono finire nel ciclo alimentare, inquinano fiumi, laghi, boschi, con danni anche per gli animali.
La seconda: peggiora la qualità dei luoghi e, secondo alcuni studi, anche sulla percezione della sicurezza (luogo pulito = luogo sicuro; luogo sporco = luogo insicuro).
La terza potrebbe essere meno evidente: pulire costa. La pulizia si paga con le tasse di tutti noi.
Il problema è talmente diffuso che la Regione Lombardia ha finanziato alla Provincia di Como un progetto per la prevenzione del littering sulle strade provinciali.
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Cosa si può fare per ridurre questa pratica?
Prima di tutto capire e far capire che gli spazi pubblici sono di tutti, sono nostri.
Quello che sta fuori casa non è (traduco dal dialetto) "roba del Comune, roba di nessuno", ma è l'ingresso di casa nostra ed è la casa di tutti.
Non credo ci piacerebbe se un amico, venuto a trovarci, lasciasse la propria pattumiera sul pavimento di casa.
Oltre alla parte educativa, che è la più efficace nel tempo, ma purtroppo lenta, c'è la parte sanzionatoria.
Chi viene visto ad abbandonare rifiuti può essere sanzionato. Ma non sempre è facile da scoprire, anzi. E le ricerca dei resposabili richiede tempo, che potrebbe essere impiegato diversamente se non si sporcasse.
Ad ogni buon conto, le telecamere sono molte, a Maslianico e non solo.
E sono in aumento.
Infine si possono fare scelte sull'arredo urbano. In alcune zone d'Italia sono state radicali: togliere i cestini dalle strade. Ma si tratta di aree poco urbane, prossime a zone naturali. I rifiuti attirano gli animali (terrestri e volatili) e l'immondizia non fa certamente bene alla fauna.
Si può pensare di posizionare i cestini di raccolta rifiuti in punti meno facilmente raggiungibili da chi parcheggia l'auto, scarica la propria pattumiera e riparte. Pochi metri possono essere sufficienti, come deterrente.
Noi cosa vogliamo fare? Tutte e tre le cose elencate. Non sono in contraddizione.
Per la sensibilizzazione siamo certi che ogni cittadino che ha a cuore il proprio paese e la tutela dell'ambiente, faccia già la propria parte. E si arrabbia quando vede certe azioni incivili.
Spiegare può aiutare a far comprendere ai "reticenti" come comportarsi per il bene di tutti e dell'ambiente.
(Informazione di servizio: i cestini dei rifiuti a Maslianico vengono svuotati almeno 3 volte alla settimana).
Un breve raccolta di articoli.
L'abbandono di pattumiera è un problema non solo nazionale:
https://www.laregione.ch/cantone/mendrisiotto/1756581/chiasso-littering-sanzioni-potenziamento-centro
https://www.altoadige.it/cronaca/bolzano/e-c-%C3%A8-sempre-l-incivile-che-trasforma-il-cestino-in-bidone-1.39324
https://www.terlizziviva.it/ireport/cestini-portarifiuti-scambiati-per-isole-ecologiche/