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COMUNE DI MASLIANICO

STATUTO

Approvato con delibera di C.C. nr 02 del 18/2/2002

Modificato con delibera di C.C. nr 11 del 18/3/2004

Modificato con delibera di C.C. nr 47 del 26/11/2004

TITOLO I

PRINCIPI GENERALI

Art. 1

Autonomia Statutaria

1. Il Comune di Maslianico è un ente locale autonomo, rappresenta la propria comunità.

ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo anche attraverso l’affermazione dei

diritti costituzionali.

2. Il Comune si avvale della sua autonomia, nel rispetto della Costituzione e dei principi

generali dell'ordinamento, per lo svolgimento della propria attività e il perseguimento

dei suoi fini istituzionali.

3. Il Comune ha autonomia statutaria, normativa, organizzativa e amministrativa, nonché

autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dello statuto e dei propri regolamenti e

delle Leggi di coordinamento della finanza pubblica.

4. Il Comune rappresenta la comunità di Maslianico nei rapporti con lo Stato, con la

Regione Lombardia, con la Provincia di Como e con gli altri Enti o soggetti pubblici e

privati e nei confronti della comunità internazionale.

Art. 2

Finalità e Strumenti

1. Il Comune ispira la propria azione al principio di solidarietà operando per il

superamento degli squilibri economici, sociali, civili e culturali e per la piena attuazione

dei principi di eguaglianza e di pari dignità sociale, per il completo sviluppo della

persona umana con particolare attenzione alle persone svantaggiate.

2. Il Comune, nel realizzare le proprie finalità assume il metodo della programmazione e

della informazione; persegue il raccordo fra gli strumenti di programmazione del

comune, della provincia, della regione, dello stato, nel rispetto della convenzione

europea relativa alla Carta dell’autonomia locale, firmata a Strasburgo il 15 ottobre

1985.

 

3. Il Comune promuove e tutela l'equilibrato assetto del territorio, impronta i suoi

interventi in materia urbanistica ed edificatoria ai criteri di vivibilità, accessibilità,

sicurezza, decoro e benessere psico - fisico delle persone e concorre, insieme alle

altre istituzioni nazionali e internazionali alla riduzione dell’inquinamento, assicurando,

nell’ambito di un uso sostenibile ed equo delle risorse, i diritti e le necessità delle

persone di oggi e delle generazioni future.

4. L’attività dell’amministrazione comunale è finalizzata al raggiungimento degli obiettivi

fissati secondo i criteri dell’economicità di gestione, dell’efficienza e dell’efficacia

dell’azione;

5. persegue inoltre gli obiettivi di trasparenza, semplificazione e partecipazione.

6. Il Comune per il raggiungimento dei detti fini, promuove anche rapporti di

collaborazione e scambio con altre comunità locali, anche di altre nazioni, nei limiti e

nel rispetto degli accordi internazionali. Tali rapporti possono esprimersi anche

attraverso la forma di gemellaggio.

7. Il comune promuove il recupero, la tutela e la valorizzazione delle risorse storiche,

culturali e delle tradizioni locali.

8. Il Comune si avvale dell’apporto e della collaborazione della popolazione anziana in

quanto portatrice di memoria storica, di esperienza e di valori.

9. Il comune valorizza e tutela il rispetto delle diversità etniche, linguistiche, culturali,

religiose e politiche, anche attraverso la promozione dei valori e della cultura della

pace e della tolleranza.

10. Il Comune riconosce il fondamentale ruolo della famiglia; valorizza la maternità e la

paternità, assicura alla famiglia il sostegno nella cura e nell’educazione dei figli,

nell’assistenza agli anziani e disabili, supportandone le necessità anche tramite i

servizi sociali, sanitari ed educativi.

11. Il Comune collabora con le istituzioni scolastiche locali affinché vengano garantiti ai

minori il diritto all’apprendimento, al gioco e ad una idonea formazione alla

cittadinanza; opera per la prevenzione dell’abbandono scolastico; promuove e sostiene

ogni forma di educazione permanente.

12. Il Comune sostiene e promuove iniziative volte alla reale difesa dei minori da violenze

fisiche e psicologiche.

13. Il Comune sostiene il ruolo costruttivo delle associazioni, del volontariato e di chi,

anche singolarmente, opera nell’interesse della collettività.

14. Il Comune riconosce la funzione sociale del lavoro e dell’iniziativa economica e

favorisce la partecipazione dell’imprenditoria singola o associata alla realizzazione del

bene dello sviluppo collettivo.

 

Art. 3

Territorio e sede comunale

1. Il territorio del Comune si estende per 1 (uno) kmq, confina con i Comuni di Como,

Cernobbio e la Confederazione Svizzera.

2. Il Palazzo civico, sede comunale, è ubicato in via XX Settembre n.43.

3. Le adunanze degli organi collegiali si svolgono normalmente nella sede comunale;

esse possono tenersi in luoghi diversi in caso di necessità o per particolari esigenze.

TITOLO II

Organi istituzionali

CAPO I

Organi e loro attribuzioni

Art. 4

Organi

l. Sono organi di governo del Comune il consiglio comunale, il sindaco e la giunta e le

rispettive competenze sono stabilite dalla legge e dal presente Statuto.

2. Il consiglio comunale è organo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo.

3. Il sindaco è responsabile dell'amministrazione ed è il legale rappresentante del

Comune; egli esercita inoltre le funzioni di ufficiale di governo secondo le leggi dello

stato.

4. La giunta collabora col sindaco nella gestione amministrativa del Comune e svolge

attività propositive e di impulso nei confronti del consiglio.

Art. 5

Deliberazioni degli organi collegiali

1. Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte, di regola, con votazione palese;

sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone, quando

venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull'apprezzamento delle qualità

soggettive di una persona o sulla valutazione dell'azione da questi svolta.

2. L'istruttoria e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso

i re-sponsabili degli uffici; la verbalizzazione degli atti e delle sedute del consiglio e

della giunta è curata dal segretario comunale, secondo le modalità e i termini stabiliti

dal Regolamento per il funzionamento del consiglio.

3. Il segretario comunale non partecipa alle sedute quando si trova in stato di

incompatibilità; in tal caso è sostituito in via temporanea dal componente del consiglio

o della giunta nominato dal presidente, di norma il più giovane di età.

4. I verbali delle sedute sono firmati dal presidente e dal segretario.

 

Art. 6

Consiglio comunale

1. Il consiglio comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale e,

rappresentando l'intera comunità, delibera l'indirizzo politico - amministrativo ed

esercita il controllo sulla sua applicazione. La presidenza del consiglio comunale è

attribuita al sindaco. In caso di assenza o impedimento temporaneo, la presidenza è

attribuita al vicesindaco.

2. L'elezione, la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del consiglio

comunale sono regolati dalla legge.

3. Il consiglio comunale esercita le potestà e le competenze stabilite dalla legge e dallo

Statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi

 

, alle modalità e alle

procedure stabiliti nel presente Statuto e nelle norme regolamentari.

4. Il consiglio comunale definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei

rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni e provvede alla nomina

degli stessi nei casi previsti dalla legge. Detti indirizzi sono valevoli limitatamente

all'arco temporale del mandato politico- amministrativo dell’organo consiliare.

5. Il consiglio comunale conforma l'azione complessiva dell'ente ai principi di pubblicità,

trasparenza e legalità ai fini di assicurare imparzialità e corretta gestione

amministrativa.

6.

 

 

Art. 7

Sessioni e convocazione

1. L'attività del consiglio comunale si svolge in sessione ordinaria o straordinaria.

2. Ai fini della convocazione, sono considerate ordinarie le sedute nelle quali vengono

iscritte le proposte di deliberazioni inerenti all'approvazione delle linee programmatiche del

mandato, del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione.

3. Le sessioni ordinarie e straordinarie devono essere convocate almeno cinque giorni

prima del giorno stabilito; In caso d'eccezionale urgenza, la convocazione deve avvenire

con un anticipo di almeno 24 ore.

4. La convocazione del consiglio e l'ordine dei giorno degli argomenti da trattare è

effettuata dal sindaco di sua iniziativa o su richiesta di almeno un quinto dei consiglieri; in

tal caso la riunione deve tenersi entro 20 giorni e devono essere inseriti all'ordine del

giorno gli argomenti proposti, purché di competenza consiliare.

5. La convocazione è effettuata tramite avvisi scritti contenenti le questioni da trattare, da

consegnarsi a ciascun consigliere nel domicilio eletto nel territorio del Comune; la consegna

deve risultare da dichiarazione del messo comunale. L'avviso scritto può prevedere anche

una seconda convocazione, da tenersi almeno 5 giorni dopo la prima.

6. L'integrazione dell'ordine del giorno con altri argomenti da trattarsi in aggiunta a quelli

per cui è stata già effettuata la convocazione è sottoposta alle medesime condizioni di cui

al comma precedente e può essere effettuata almeno 3 giorni prima del giorno in cui è

stata convocata la seduta.

7. L'elenco degli argomenti da trattare deve essere affisso nell'albo pretorio almeno entro

il giorno precedente a quello stabilito per la prima adunanza e deve essere adeguatamente

pubblicizzato in modo da consentire la più ampia partecipazione dei cittadini.

8. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a disposizione

dei consiglieri comunali almeno due giorni prima della seduta nel caso di sessioni

ordinarie e straordinarie e almeno dodici ore prima nel caso di eccezionale urgenza.

9. Il Sindaco può invitare ad assistere alle riunioni del consiglio comunale i Responsabili

dei sevizi ed eventuali esperti esterni, al fine di ottenere informazioni ed elementi utili

alla discussione degli argomenti previsti nell’ordine del giorno.

10. Le sedute del consiglio sono pubbliche, salvi i casi previsti dal regolamento consiliare

che ne disciplina il funzionamento.

11. La prima convocazione del consiglio comunale subito dopo le elezioni per il suo

rinnovo viene effettuata indetta dal sindaco entro 10 giorni dalla proclamazione degli eletti

e la riunione deve tenersi entro 10 giorni dalla convocazione.

12. In caso di impedimento permanente, decadenza, rimozione, decesso del sindaco si

procede allo scioglimento del consiglio comunale; il consiglio e la giunta rimangono in

carica fino alla data delle elezioni e le funzioni del sindaco sono svolte dal vicesindaco.

Art. 8

Linee programmatiche di mandato

1. Entro il termine di 90 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono

presentate, da parte del sindaco, sentita la giunta, le linee programmatiche relative alle azioni

e ai progetti da realizzare durante il mandato politico-amministrativo.

2. Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee

programmatiche, proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, mediante

presentazione di appositi emendamenti, nelle modalità indicate dal regolamento del consiglio

comunale.

3. Con cadenza annuale, il consiglio provvede,in sessione straordinaria, a verificare

l'attuazione di tali linee, da parte del sindaco e dei rispettivi assessori, e dunque entro il 30

giugno di ogni anno.

4. Al termine del mandato politico-amministrativo, il sindaco presenta all'organo consiliare il

documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee

programmatiche. Detto documento è sottoposto all'approvazione del consiglio, previo esame

del grado di realizzazione degli interventi previsti.

Art. 9

Commissioni

1. Il consiglio comunale potrà istituire, con apposita deliberazione, commissioni

permanenti, temporanee o speciali per fini di controllo, di indagine, di inchiesta, di studio.

2. La delibera di istituzione dovrà essere adottata a maggioranza assoluta dei

componenti del consiglio.

Art. 10

Consiglieri

1. Lo stato giuridico, le dimissioni e la sostituzione dei consiglieri sono regolati dalla

legge; essi rappresentano l'intera comunità alla quale costantemente rispondono.

2. I consiglieri comunali che non intervengono alle sessioni sia ordinarie che

straordinarie, per tre volte consecutive senza giustificato motivo sono dichiarati decaduti

 

con deliberazione del consiglio comunale. A tale riguardo, il sindaco a seguito

dell'avvenuto accertamento dell'assenza maturata da parte del consigliere interessato,

provvede con comunicazione scritta, ai sensi dell'art. 7 della Legge 7 agosto 1990 n. 241,

a comunicargli l'avvio del procedimento amministrativo. Il consigliere ha facoltà di far

valere le cause giustificative delle assenze, nonché di fornire al sindaco eventuali

documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque

non può essere inferiore a giorni venti, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto

quest'ultimo termine, il consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto

delle cause giustificative presentate da parte del consigliere interessato.

Art. 11

Diritti e doveri dei consiglieri

l. I consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni e proposte

di deliberazione.

2. Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo dei consiglieri

comunali sono disciplinati dal regolamento del consiglio comunale.

3. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune nonché dalle

aziende, istituzioni o enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili all'espletamento

del proprio mandato. Essi, nei limiti e con le forme stabilite dal regolamento, hanno diritto

di visionare gli atti e documenti, anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato

ai fini dell'attività amministrativa e sono tenuti al segreto nei casi specificatamente

determinati dalla legge. Inoltre essi hanno diritto a ottenere, da parte del sindaco, una

adeguata e preventiva informazione sulle questioni sottoposte all'organo, anche attraverso

l'attività della conferenza dei capigruppo, di cui al successivo art. 12 del presente Statuto.

4. Ciascun consigliere è tenuto a eleggere un domicilio nel territorio comunale presso il

quale verranno recapitati gli avvisi di convocazione del consiglio e ogni altra

comunicazione ufficiale.

Art. 12

Gruppi consiliari

1. I consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel regolamento del

consiglio comunale e ne danno comunicazione al sindaco e al segretario comunale

unicamente alla indicazione del nome del capogruppo. Qualora non si eserciti tale facoltà

o nelle more della designazione, i gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate

alle elezioni e i relativi capigruppo nei consiglieri, non appartenenti alla giunta, che abbiano

riportato il maggior numero di preferenze.

2. I consiglieri comunali possono costituire gruppi non corrispondenti alle liste elettorali

nei quali sono stati eletti purché tali gruppi risultino composti da almeno 3 membri.

3. E’ istituita, presso il Comune di Maslianico la conferenza dei capigruppo. La disciplina,

il funziona mento e le specifiche attribuzioni sono contenute nel regolamento del consiglio

comunale.

4. I capigruppo consiliari sono domiciliati presso l'impiegato addetto all'ufficio protocollo

del Comune.

5. Ai capigruppo consiliari è consentito ottenere, gratuitamente, una copia della

documentazione inerente gli atti utili all'espletamento del proprio mandato.

 

1. I gruppi consiliari hanno diritto a riunirsi in un locale comunale messo a disposizione, per

tale scopo, dal sindaco.

Art. l3

Sindaco

1. Il sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo le modalità stabilite nella legge

che disciplina altresì i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato giuridico e le cause di

cessazione dalla carica.

2. Egli rappresenta il Comune ed è l'organo responsabile dell'amministrazione,

sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi comunali,

impartisce direttive al segretario comunale, al direttore, se nominato, e ai responsabili degli

uffici in ordine agli indirizzi amministrativi e gestionali, nonché sull'esecuzione degli atti.

3. Il sindaco esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi, dallo Statuto, dai regolamenti e

sovrintende all'espletamento delle funzioni statali o regionali attribuite al Comune. Egli ha

inoltre competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull'attività degli assessori e

delle strutture gestionali ed esecutive.

4. Il sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal consiglio, provvede alla nomina, alla

designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e

istituzioni.

5. Il sindaco è inoltre competente, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio

comunale, nell'ambito dei criteri indicati dalla Regione e sentite le categorie

interessate, a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei

servizi pubblici, nonché, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti

delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici

localizzati nel territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di popolazione

interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che lavorano.

6. Al sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente Statuto e dai

regolamenti attribuzioni quale organo di amministrazione, di vigilanza e poteri di auto

organizzazione delle competenze connesse all'ufficio.

Art. 14

Attribuzioni di amministrazione

Il sindaco ha la rappresentanza generale dell'ente, può delegare le sue funzioni o parte di

esse ai singoli assessori o consiglieri ed è l'organo responsabile dell'amministrazione del

Comune; in particolare il sindaco:

a) dirige e coordina l'attività politica e amministrativa del Comune nonché l'attività della

giunta e dei singoli assessori;

b) promuove e assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti

pubblici previsti dalla legge, sentito il consiglio comunale;

c) convoca i comizi per i referendum previsti dall'art. 8 del d.lgs 267/2000;

d) esercita altresì le altre funzioni attribuitegli quale autorità locale nelle materie previste

da specifiche disposizioni di legge;

e) emana le ordinanze contingibili e urgenti nei casi di emergenze sanitarie o igiene

pubblica a carattere esclusivamente locale, nonché nei casi di emergenza di cui all'art.

50, commi 5-6, del D. lgs. 267/2000;

f) nomina il segretario comunale, scegliendolo nell'apposito albo;

 

g) conferisce e revoca al segretario comunale, se lo ritiene opportuno e previa

deliberazione della giunta comunale, le funzioni di direttore generale nel caso in cui

non sia stipulata la convenzione con altri Comuni per la nomina del direttore;

h) nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce gli incarichi dirigenziali e quelli

di collaborazione esterna, in base a esigenze effettive e verificabili.

Art. 15

Attribuzioni di vigilanza

1. Il sindaco nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza acquisisce direttamente presso

tutti gli uffici e servizi le informazioni e gli atti, anche riservati, e può disporre l'acquisizione

di atti, documenti e informazioni presso le aziende speciali, le istituzioni e le società per

azioni, appartenenti all'ente, tramite i rappresentanti legali delle stesse, informandone il

consiglio comunale.

2. Egli compie gli atti conservativi dei diritti del Comune e promuove, direttamente o

avvalendosi del segretario comunale o del direttore se nominato, le indagini e le verifiche

amministrative sull'intera attività del Comune.

3. Il sindaco promuove e assume iniziative atte ad assicurare che uffici, servizi, aziende

speciali, istituzioni e società appartenenti al Comune, svolgano le loro attività secondo gli

obiettivi indicati dal consiglio e in coerenza con gli indi rizzi attuativi espressi dalla giunta.

Art. 16

Attribuzioni di organizzazione

1. Il sindaco nell'esercizio delle sue funzioni di organizzazione:

a) stabilisce gli argomenti all'ordine del giorno delle sedute del consiglio comunale, ne

dispone la convocazione e lo presiede; Provvede alla convocazione quando la richiesta è

formulata da un quinto dei consiglieri;

b) esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi pubblici di

partecipazione popolare dal sindaco presieduti, nei limiti previsti dalle leggi;

c) propone argomenti da trattare in giunta, ne dispone la convocazione e la presiede;

d) riceve le interrogazioni e le mozioni da sottoporre al consiglio in quanto di competenza

consiliare.

Art. 17

Vicesindaco - Deleghe

1. Il vicesindaco nominato tale dal sindaco è l'assessore che ha la delega generale per

l'esercizio di tutte le funzioni del sindaco, in caso di assenza o impedimento di

quest'ultimo. Non può essere nominato vicesindaco un Assessore esterno

2. In caso di contemporanea assenza o impedimento del sindaco e del Vicesindaco,

assumerà la delega generale l’assessore più anziano di età.

3. Il sindaco ha facoltà di assegnare ai singoli assessori l’esercizio delle proprie

attribuzioni.

4. Le funzioni di Ufficiale di governo possono costituire oggetto di delega nei modi e

nei termini previsti dalla legge, fatta eccezione per i provvedimenti contingibili ed

urgenti, che restano di esclusiva competenza del sindaco o di chi legalmente lo

sostituisce.

 

5. Il sindaco non può delegare la propria competenza generale di capo e

responsabile della amministrazione o ricomprendere nella delega tutte le proprie

funzioni e competenze.

6. La delega può essere permanente o temporanea, generale in ordine a determinate

materie o speciale per il compimento di singoli atti o procedimenti.

7. L’atto di delega - in forma scritta obbligatoria - indica l’oggetto, la materia, gli eventuali

limiti in cui opera il trasferimento della competenza e deve contenere gli indirizzi

generali in base ai quali deve essere esercitata.

8. La potestà del delegato concorre con quella del sindaco e non la sostituisce ed il

sindaco, anche dopo aver rilasciato delega, può continuare ad esercitare le proprie

funzioni e competenze senza alcuna limitazione.

9. La delega può comprendere la potestà di compiere tutto il procedimento

amministrativo relativo alla potestà delegata, dalla fase istruttoria a quella di

emanazione di atti a valenza esterna.

10. La delega può essere revocata dal sindaco in qualunque momento senza alcuna

specifica motivazione, essendo concessa come atto meramente discrezionale

nell’interesse dell’Amministrazione.

11. Il conferimento delle deleghe, per settori omogenei, è comunicato al consiglio e

trasmesse al Prefetto, nonché pubblicate all’Albo pretorio.

12. Il sindaco può attribuire ad assessori e consiglieri l’incarico di svolgere attività di

istruzione e studio di determinati problemi e progetti o di curare determinate questioni

nell’interesse

13. dell’Amministrazione. Tali incarichi non costituiscono delega di competenze e non

abilitano allo svolgimento di un procedimento amministrativo che si concluda con atto

amministrativo ad efficacia esterna.

Non è consentita la mera delega di firma.

Art. 18

Mozioni di sfiducia

1. Il voto del consiglio comunale contrario a una proposta del sindaco o della giunta non

ne comporta le dimissioni.

2.Il sindaco e la giunta cessano dalla carica nel caso di approvazione di una mozione di

sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del

consiglio.

3. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei

consiglieri, assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, e viene messa in discussione

non prima di 10 giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione. Se la mozione viene

approvata, si procede allo scioglimento del consiglio e alla nomina di un commissario, ai

sensi delle leggi vigenti.

Art. 19

Cessazione dalla carica di sindaco

1. L’impedimento permanente, la rimozione, la decadenza o il decesso del sindaco danno

luogo alla decadenza della giunta ed allo scioglimento del consiglio comunale.

2. Il consiglio e la giunta restano temporaneamente in carica fino a nuove elezioni.

3. Nei casi previsti dal primo comma le funzioni del sindaco sono assunte dal vicesindaco.

 

4. Le dimissioni del sindaco sono presentate per iscritto al consiglio, il quale deve essere

riunito entro i successivi dieci giorni.

5. Decorsi venti giorni dalla presentazione senza che le dimissioni siano state ritirate, le

stesse divengono efficaci ed irrevocabili e danno luogo all’immediata cessazione dalla carica

di sindaco, alla decadenza della giunta ed allo scioglimento del consiglio comunale.

6. Di tale evenienza il segretario comunale dà immediata comunicazione al Prefetto,

affinché questi possa adottare tempestivamente i conseguenti provvedimenti per lo

scioglimento del consiglio e la nomina del commissario.

Art. 20

Giunta comunale

1. La giunta è organo di impulso e di gestione amministrativa, collabora col sindaco al

governo del Comune e impronta la propria attività ai principi della trasparenza e della

efficienza.

2. La giunta adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità

dell'ente nel quadro degli indirizzi generali e in attuazione delle decisioni fondamentali

approvate dal consiglio comunale. In particolare, la giunta esercita le funzioni di indirizzo

politico-amministrativo, definendo gli obiettivi e i programmi da attuare e adottando gli altri

atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati

dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.

3. La giunta riferisce annualmente al consiglio comunale sulla sua attività.

Art. 21

Composizione

l. La giunta è composta dal sindaco e da un numero massimo di sei assessori di cui uno

è investito della carica di vicesindaco.

2. Gli assessori sono scelti normalmente tra i consiglieri; possono tuttavia essere

nominati anche assessori esterni al consiglio, purché dotati dei requisiti di eleggibilità e

compatibilità alla carica di consiglieri.

3. Gli assessori esterni possono partecipare alle sedute del consiglio e intervenire nella

discussione ma non hanno diritto di voto.

Art. 22

Nomina

1. Il vicesindaco e gli altri componenti della giunta sono nominati dal sindaco e presentati

al consiglio comunale nella prima seduta successiva alle elezioni.

2. Il sindaco può revocare uno o più assessori dandone motivata comunicazione al

consiglio e deve sostituire entro 15 giorni gli assessori dimissionari.

3. Le cause di incompatibilità, la posizione e lo stato giuridico degli assessori nonché gli

istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla legge; non possono

comunque far parte della giunta coloro che abbiano tra loro o con il sindaco rapporti di

parentela entro il terzo grado, di affinità di primo grado, di affiliazione e i coniugi.

4. Salvi i casi di revoca da parte del sindaco, la giunta rimane in carica fino al giorno della

proclamazione degli eletti in occasione del rinnovo del consiglio comunale.

 

Art. 23

Funzionamento della giunta

1. La giunta è convocata e presieduta dal sindaco, che coordina e controlla l'attività degli

assessori e stabilisce l'ordine del giorno delle riunioni, anche tenuto conto degli

argomenti proposti dai singoli assessori.

2. Le modalità di convocazione e di funzionamento della giunta sono stabilite in modo

informale dalla stessa.

3. Le sedute sono valide se sono presenti la metà più uno dei componenti e le

deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti .

Art. 24

Competenze

l. La giunta collabora con il sindaco nell'amministrazione del Comune e compie tutti gli atti

rientranti ai sensi dell'art. 107, commi 1-2, del D. lgs 267/2000, nelle funzioni degli organi di

governo, che non siano riservati al consiglio e non rientrino nelle competenze attribuite al

sindaco, al segretario comunale, al direttore o ai responsabili dei servizi comunali.

2. La giunta opera in modo collegiale, dà attuazione agli indirizzi generali espressi dal

consiglio e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti dello stesso.

3. La giunta, in particolare, nell'esercizio delle attribuzioni di governo e delle funzioni

organizzative:

a. propone al consiglio i regolamenti;

b. approva i progetti, i programmi esecutivi e tutti i provvedimenti che non comportano

impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio e che non siano riservati dalla legge o

dal regolamento di contabilità ai responsabili dei servizi comunali;

c. elabora le linee di indirizzo e predispone le proposte di provvedimenti da sottoporre

alle

determinazioni del consiglio;

d. assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione e

decentramento;

e. modifica le tariffe, mentre elabora e propone al consiglio i criteri per la determinazione

di quelle nuove.

f. nomina i membri delle commissioni per i concorsi pubblici su proposta del responsabile

del servizio interessato;

g. propone i criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e

vantaggi

economici di qualunque genere a enti e persone;

h. approva i regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi nel rispetto dei criteri

generali stabiliti dal consiglio;

i. nomina e revoca il direttore generale o autorizza il sindaco a conferire le relative

funzioni al segretario comunale;

j. dispone l'accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;

k. fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum e costituisce l'ufficio

comunale per le elezioni, cui è rimesso l'accertamento della regolarità del

procedimento;

l. esercita, previa determinazione dei costi e individuazione dei mezzi, funzioni

delegate dalla Provincia, Regione e Stato quando non espressamente attribuite

dalla legge e dallo statuto ad altro organo;

m. approva gli accordi di contrattazione decentrata;

12

n. decide in ordine alle controversie sulle competenze funzionali che sorgessero fra gli

organi gestionali dell'ente;

o. fissa, ai sensi del regolamento e degli accordi decentrati, i parametri, gli standard e i

carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell'apparato, sentito il

segretario comunale o, se nominato, il direttore generale;

p. determina, sentiti i revisori dei conti, i misuratori e i modelli di rilevazione del controllo

interno di gestione secondo i principi stabiliti dal consiglio;

q. approva il PRO su proposta del segretario comunale o, se nominato, il direttore

generale;

r. autorizza la resistenza in giudizio.

TITOLO Il

ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

E DIRITTI DEI CITTADINI

CAPO I

Partecipazione e decentramento

Art.25

Partecipazione popolare

1. Il Comune promuove e tutela la partecipazione dei cittadini, singoli o associati,

all'amministrazione dell'ente al fine di assicurarne il buon andamento, l'imparzialità e la

trasparenza.

2. La partecipazione popolare si esprime attraverso l'incentivazione delle forme

associative e di volontariato e il diritto dei singoli cittadini a intervenire nel

procedimento amministrativo.

3. Il consiglio comunale predispone e approva un regolamento nel quale vengono definite

le modalità con cui i cittadini possono far valere i diritti e le prerogative previste dal

presente titolo.

CAPO II

Associazionismo e volontariato

Art. 26

Associazionismo

1. Il Comune riconosce e promuove le forme di associazionismo presenti sul propria

territorio.

2. A tal fine, la giunta comunale, a istanza delle interessate, registra le associazioni che

operano sul territorio comunale, ivi comprese le sezioni locali di associazioni a

rilevanza sovra comunale.

3. Allo scopo di ottenere la registrazione è necessario che l'associazione depositi in

Comune copia dello statuto e comunichi la sede e il nominativo del legale

rappresentante.

 

4. Non è ammesso il riconoscimento di associazioni aventi caratteristiche non compatibili

con indirizzi generali espressi dalla Costituzione, dalle norme vigenti e dal presente

statuto.

5. Il Comune può promuovere e istituire la consulta delle associazioni.

Art. 27

Diritti delle associazioni

l. Ciascuna associazione registrata ha diritto,per il tramite del legale rappresentante o suo

delegato, di accedere ai dati di cui è in possesso l'amministrazione e di essere consultata, a

richiesta, in merito alle iniziative dell'ente nel settore in cui essa opera.

2. Le scelte amministrative che incidono direttamente sull'attività delle associazioni

devono essere precedute dall'acquisizione di pareri espressi dagli organi collegiali delle

stesse.

3. 1 pareri devono pervenire all'ente nei termini stabiliti nella richiesta, che in ogni caso non

devono essere inferiori a 7 giorni.

Art. 28

Contributi alle associazioni

l. Il Comune può erogare alle associazioni e ai gruppi di volontariato operanti sul

territorio, con esclusione dei partiti politici, contributi economici da destinarsi allo

svolgimento dell'attività associativa.

2. Il Comune può altresì mettere a disposizione delle associazioni e dei gruppi di

volontariato, di cui al comma precedente, a titolo di contributi in natura, strutture, beni o

servizi in modo gratuito.

3. Le modalità di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni o servizi

dell'ente stabilita in apposito regolamento, in modo da garantire a tutte le associazioni pari

opportunità.

4. Il Comune può gestire servizi in collaborazione con le associazioni di volontariato

riconosciute a livello nazionale e inserite nell'apposito albo regionale, l'erogazione dei

contributi e le modalità della collaborazione verranno stabilite in apposito regolamento.

5. Le associazioni che richiedono contributi in denaro o natura dall’Ente, devono

presentare il bilancio preventivo e consuntivo e redigere al termine di ogni anno apposito

rendiconto che evidenzi l’impiego dei contributi ricevuti.

Art. 29

Volontariato

l. Il Comune promuove forme di volontariato per un coinvolgimento della popolazione

volte al miglioramento della qualità della vita personale, civile e sociale, in particolare delle

fasce in costante rischio di emarginazione, nonché per la tutela dell'ambiente.

2. Il volontariato potrà esprimere il proprio punto di vista sui bilanci e programmi dell'ente,

e collaborare a progetti, strategie, studi e sperimentazioni.

3. Il Comune garantisce che le prestazioni di attività volontarie e gratuite nell'interesse

collettivo e ritenute di importanza generale abbiano i mezzi necessari per la loro migliore

riuscita e siano tutelate sotto l'aspetto infortunistico.

 

CAPO III

Modalità di partecipazione

Art. 30

Consultazioni

1. L'amministrazione comunale può indire consultazioni della popolazione allo scopo di

acquisire pareri e proposte in merito all'attività amministrativa.

2. Le forme di tali consultazioni sono stabilite in apposito regolamento.

Art. 31

Petizioni

1. Chiunque, anche se non residente nel territorio comunale, può rivolgersi in forma

collettiva agli organi dell'amministrazione per sollecitarne l'intervento su questioni di

interesse Comune o per esporre esigenze di natura collettiva.

2. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità di sorta in calce al testo

comprendente le richieste che sono rivolte all'amministrazione.

3. La petizione è inoltrata al sindaco il quale, entro 10 giorni, la assegna in esame

all'organo competente e ne invia copia ai gruppi presenti in consiglio comunale.

4. Se la petizione è sottoscritta da almeno 100 persone l'organo competente deve

pronunciarsi in merito entro 60 giorni dal ricevimento.

5. Il contenuto della decisione dell'organo competente, unicamente al testo della

petizione, pubblicizzato mediante affissione negli appositi spazi e, comunque, in modo

tale da permetterne la conoscenza a tutti i firmatari che risiedono nel territorio del

Comune.

Art. 32

Proposte

1. Qualora un numero di elettori del Comune non inferiore a 10 avanzi al sindaco

proposte per l'adozione di atti amministrativi di competenza dell'ente e tali proposte

siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell'atto e

il suo contenuto dispositivo, il sindaco, ottenuto il parere dei responsabili dei servizi

interessati e del segretario comunale, trasmette la proposta unitamente ai pareri

all'organo competente e ai gruppi presenti in consiglio comunale entro 20 giorni dal

ricevimento.

2. L'organo competente può sentire i proponenti e deve adottare le sue determinazioni in

via formale entro 30 giorni dal ricevimento della proposta.

3. Le determinazioni di cui al comma precedente sono pubblicate negli appositi spazi e

sono comunicate formalmente ai primi tre firmatari della proposta.

Art. 33

 

 

Referendum

1. Sono consentiti referendum consultivi, propositivi e abrogativi in materia di esclusiva

competenza comunale.

2. Le forme di tali consultazioni sono stabilite in apposito regolamento.

Art. 34

Accesso agli atti

1. Ciascun cittadino ha libero accesso alla consultazione degli atti dell'amministrazione

comunale e dei soggetti, anche privati, che gestiscono servizi pubblici.

2. Possono essere sottratti alla consultazione soltanto gli atti che esplicite disposizioni

legislative dichiarano riservati o sottoposti a limiti di divulgazione.

3. Il regolamento stabilisce i tempi e le modalità per l'esercizio dei diritti,previsti nel

presente articolo.

Art. 35

Diritto di informazione

1. Tutti gli atti dell’Amministrazione, delle Aziende speciali e delle istituzioni sono pubblici, con

le limitazioni previste al precedente articolo.

2. L’Ente deve, di norma, avvalersi, oltre che dei sistemi tradizionali della notificazione e della

pubblicazione all’albo pretorio, anche dei mezzi di comunicazione ritenuti più idonei ad

assicurare il massimo di conoscenza degli atti.

3. L’informazione deve essere esatta, tempestiva, inequivocabile, completa e, per gli atti

aventi una pluralità indistinta di destinatari, deve avere carattere di generalità.

4. La giunta Comunale adotta i provvedimenti organizzativi interni ritenuti idonei a dare

concreta attuazione al diritto di informazione.

5. Il regolamento sul diritto di accesso detta norme atte a garantire l’informazione ai cittadini,

nel rispetto dei principi sopra enunciati e disciplina la pubblicazione per gli atti previsti

dall’art.26 della L. 7agosto 1990 nr.241.

Art. 36

Istanze

1. Chiunque, singolo o associato, può rivolgere al sindaco interrogazioni in merito a

specifici problemi o aspetti dell'attività amministrativa.

2. La risposta all'interrogazione deve essere motivata e fornita entro sessanta giorni

dall'interrogazione.

 

CAPO IV

Istituto del Difensore civico

Art. 37

Difensore civico

1. Al fine di garantire l’imparzialità ed il buon andamento dell’Amministrazione Comunale nei

confronti dei cittadini, il Consiglio Comunale può decidere l’istituzione dell’Ufficio del Difensore

Civico, anche mediante convenzione con altri Comuni

 

o altri Enti idonei.

2. Il difensore civico svolge il ruolo di garante, segnalando gli eventuali abusi, disfunzioni,

carenze e ritardi dell’Amministrazione.

3. La designazione del Difensore Civico deve avvenire tra persone che per preparazione ed

esperienza diano ampia garanzia di indipendenza, probità e competenza giuridico –

amministrativa.

4. Il regolamento fissa le modalità per la nomina, le cause di incompatibilità, ineleggibilità e

decadenza, la durata in carica, le modalità per la revoca, le prerogative, i rapporti con il

Consiglio Comunale, la sede ed i mezzi del Difensore Civico.

5. Al Difensore Civico spetta un’indennità di funzione onnicomprensiva fissata annualmente

dal Consiglio Comunale.

CAPO V

PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Art. 38

Diritto di intervento nei procedimenti

I. Chiunque sia portatore di un diritto o di un interesse legittimo coinvolto in un

procedimento amministrativo ha facoltà di intervenirvi, tranne che nei casi espressamente

previsti dalla legge o dal regolamento.

2. L'amministrazione comunale deve rendere pubblico il nome del funzionario

responsabile della procedura, di colui che è delegato ad adottare le decisioni in merito e il

termine entro cui le decisioni devono essere adottate.

Art. 39

Procedimenti a istanza di parte

l. Nel caso di procedimenti a istanza di parte il soggetto che ha presentato l'istanza può

chiedere di essere sentito dal funzionario o dall'amministratore che deve pronunciarsi in

merito.

 

2. Il funzionario o l'amministratore devono sentire l’interessato entro 30 giorni dalla richiesta

o nel termine inferiore stabilito dal regolamento.

3. A ogni istanza rivolta a ottenere l'emanazione di un atto o provvedimento amministrativo

deve essere data opportuna risposta per iscritto nel termine stabilito dal regolamento,

comunque non superiore a sessanta giorni.

4. Nel caso l'atto o provvedimento richiesto possa incidere negativamente su diritti o

interessi legittimi di altri soggetti il funzionario responsabile deve dare loro comunicazione

della richiesta ricevuta.

5. Tali soggetti possono inviare all’amministrazione istanze, memorie, proposte o produrre

documenti entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Art. 40

Procedimenti a impulso di ufficio

1. Nel caso di procedimenti a impulso d'ufficio il funzionario responsabile deve darne

comunicazione ai soggetti i quali siano portatori di diritti o interessi legittimi che

possano essere pregiudicati dall'adozione dell'atto amministrativo, indicando il termine

non minore di quindici giorni, salvo i casi di particolare urgenza individuati dal

regolamento, entro il quale gli interessati possono presentare istanze, memorie,

proposte o produrre documenti.

2. I soggetti interessati possono altresì, nello stesso termine, chiedere di essere sentiti

personalmente dal funzionario responsabile o dall'amministratore che deve

pronunciarsi in merito.

3. Qualora per l'elevato numero degli interessati sia particolarmente gravosa la

comunicazione personale di cui al primo comma è consentito sostituirla con la

pubblicazione ai sensi dell'art. 35 dello statuto.

Art. 41

Determinazione del contenuto dell'atto

l. Nei casi previsti dai due articoli precedenti, e sempre che siano state puntualmente

osservate le procedure ivi previste, il contenuto volitivo dell'atto può risultare da un accordo

tra il soggetto privato interessato e la giunta comunale.

2. In tal caso è necessario che di tale accordo sia dato atto nella premessa e che il

contenuto dell’ accordo medesimo sia comunque tale da garantire il pubblico interesse e

l'imparzialità dell' amministrazione.

Gli atti fondamentali del consiglio devono contenere l'individuazione degli obiettivi da

raggiungere nonché le modalità di reperimento e di destinazione delle risorse e degli

strumenti necessari.

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