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Banca d'Italia, IMU e Comuni.

I Comuni con stabilità finanziaria trovano un alleato nella Banca d’Italia. Il tema è l’IMU.

(a proposito, lunedì scade la prima rata. A differenza dello scorso anno, la normativa ha previsto di rimandare il pagamento per l’abitazione principale, in attesa di rivedere l’imposizione).

L’istituto di Via Nazionale ha espresso alcune considerazione molto simili, se non del tutto sovrapponibili, a quelle che gli enti locali hanno già sollevato da qualche tempo. Relative alla destinazione del gettito ed all'equità del tributo.

In sintesi:

1) le interferenze tra la politica tributaria nazionale e la fiscalità locale rendono il prelievo opaco per il contribuente;

2) la riforma dell’IMU, in corso, potrebbe razionalizzare i poteri del prelievo destinando ai comuni l'intero gettito Imu;

3) le discrepanze tra le rendite catastali ed i valori di mercato degli immobili possono generare iniquità (può capitare che una vecchia abitazione, completa di tutti i servizi, nel centro di una città importante, abbia una rendita più bassa di un abitazione comune in un quartiere di espansione in periferia).

4) l'Imu ha creato problemi anche alle imprese. Il gettito derivante dagli immobili di proprietà delle imprese, da fabbricati, negozi e uffici posseduti da persone fisiche è aumentato con il passaggio dall'Ici all'Imu. E’ stato stimato in dieci miliardi nel 2012.

Ahinoi, sembra emergere come la costruzione del federalismo fiscale e municipale, obiettivo condivisibile, sia stata eccessivamente sottovalutata, probabilmente sostenuta più da una spinta ideologica che da analisi di fatto.

E, concretamente, appare centralista, utile per coprire i disavanzi dello Stato, le cui riforme hanno tardato (se volessimo fissare una data indicativa, da appena dopo la circolazione dell’euro ad oggi).

In questi mesi estivi vedremo come sarà rimodulata l’IMU e sviluppata la tassazione locale e quanta autonomia (per ora è limitata anche a causa del patto di stabilità) verrà data ai Comuni.

Il realismo suggerisce cautela.

Basti pensare che non ci sono fondi per evitare l'aumento IVA, richiesto a gran voce.

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