Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Dopo il voto, nessuna novità all'orizzonte ed il caos regna sovrano.

Mentre le questioni restano sul tavolo e pare difficile, a molti, che si sbroglino in fretta.

 

I Comuni faticheranno a chiudere i bilanci se non cambia qualcosa e le sorprese potrebbero essere amare.

I più piccoli, tra i 1000 ed i 5000 abitanti, con il patto di stabilità da quest'anno, saranno ulteriormente colpiti.

 

Le richieste dei comuni sono quelle di prima delle elezioni.

Le ribadiamo:

 

IL MANIFESTO  DEI COMUNI E DELLE CITTA’

Elezioni politiche febbraio 2013

Governare il Paese e valorizzare il ruolo dei territori e dei comuni italiani dando loro piena autonomia e reale  responsabilità delle decisioni.

I sindaci italiani e tutti gli amministratori comunali, di ogni colore e sensibilità politica ed ideale, riuniti nell’ANCI sottopongono alle formazioni politiche che partecipano alla competizione elettorale nazionale del 24/25 febbraio  alcune richieste fondamentali e prioritarie su cui chiedono un impegno preciso rispetto ai quali misureranno i comportamenti di chi assumerà il ruolo di Governo e della maggioranza ed opposizione nel futuro Parlamento.

Attuare alcune riforme necessarie per il Paese, cogliendo quell’impellente esigenza di cambiamento, di innovazione e di rinnovamento che scorre nelle vene della società.

Le riforme principali devono riguardare

1.      Dichiarazione di insostenibilità dei tagli lineari previsti a partire del 2013, pari a 2.250 milioni con l’impegno a rivedere complessivamente l’ammontare e le modalità  dei tagli secondo il procedimento dei fabbisogni standard ed efficientamento della spesa.

2.      Una nuova IMU assegnata integralmente ai Comuni, attribuendo ampia possibilità di calibrarla per ragioni di equità, secondo il principio di progressività.

3.      Un nuovo patto di stabilità, prevedendo equilibrio di parte corrente e l’esclusione dal vincolo degli investimenti o di alcuni specifici settori d’investimento.

4.     Esclusione dei piccoli Comuni dal Patto di stabilità sino al completamento del riassetto delle gestioni associate obbligatorie delle funzioni fondamentali.

5.     Centralità del ruolo della Città per lo sviluppo economico ed infrastrutturale, stabilizzando specifiche  politiche pubbliche nei settori strategici e tenendo conto dei principi di coesione sociale per alcune aree più svantaggiate del Paese.

6.     Istituzione delle Città metropolitane e Province ridotte di secondo grado.

 

_________________

 

Nota finale. Servirà ragionare sul disegno istituzionale e delle autonomie locali, sulla base di parametri di servizio ai cittadini e di costo oggettivi.

Delle volte si sente dire "accorpamenti per i comuni, i più piccoli dovranno avere 10.000 abitanti". Un parametro secco, sui residenti, può non essere il massimo.

Dipende da zona a zona.

In certe aree della penisola può essere molto, in altre anche troppo poco. E non vanno perse le peculiarità dei paesi.

Questo, però, più che all'organizzazione istituzionale, dipende dalla popolazione e dall'attaccamento alle tradizioni.

 

Ma, fintanto che non se ne promuove un dibattito aperto e diffuso sarà difficile andare avanti.

Tag(s) : #Amministrazione

Condividi post

Repost 0