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L'argomento IMU (imposta municipale unica) è di grande attualità.

I Comuni stanno calcolando e valutando quali aliquote applicare: i margini di manovra sono minimi, viste le limitate autonomie impositive e la situazione economica generale.

 

Prima di trattare l'argomento, facciamo un passo indietro.

 

L’ICI era stata introdotta nel 1992.

 

Un’imposta difficile da evadere (gli edifici ci sono e si vedono) e ritenuta, dagli studiosi di scienza delle finanze, progressiva se calcolata sul reale valore delle abitazioni. Infatti la qualità ed il valore delle abitazioni sono caratteristiche che approssimano adeguatamente la capacità contributiva.

 

Un analogo dell’ICI esiste in tutta Europa ed ha un impatto sulle finanze familiari ben più incisivo. In Italia l’ammontare medio dell’ICI prima casa, senza le detrazioni (Governo Prodi) e l’eliminazione completa dell´Ici (Governo Berlusconi), era di 200 €. [Qui un articolo in cui ne abbiamo trattato]

 

In Francia o in Germania sono circa 1.500 €. (Ci sarebbe da dire che salari e stipendi francesi e tedeschi sono più alti dei nostri ed i servizi, soprattutto alle famiglie, sono ben diversi).

 

L’abolizione dell’ICI prima casa ha portato una diminuzione delle entrate dei comuni compensate dallo  Stato con trasferimenti.  

 

Anache su questo blog si erano espresse delle perplessità sulla scelta di tagliare l'ICI in un momento di tensione economica.  Si riteneva più opportuno ridurre i costi del lavoro e per le imprese.

 

Ma tant'è, si è operato sull'ICI e lo Stato, in 4 anni, si è sobbarcato un ulteriore esborso  complessivo compreso tra i 16 ed i 20 miliardi di euro (rimborso dell'ICI ai comuni).

 

Le difficoltà economiche dello Stato, dovute certamente alla crisi del debito, ma soprattutto a una mancanza di visione politica a livello nazionale ed europeo, hanno portato il Governo Monti a introdurre un´imposta patrimoniale immobiliare. L'IMU.

  

Vale per tutti i fabbricati, prevede l’adeguamento dei valori catastali (sulle residenze, il moltiplicatore passa da 100 a 160), le aliquote di riferimento sono del 4 per mille per le prime case e del 7,6 per mille per gli altri edifici.

 L´imposta è, di nome, "municipale". Di fatto è in parte dell’erario.

 

I soldi resteranno ai comuni?

 Si, per le prime case. Non completamente per il resto.

 

 

Cosa si è deciso per Maslianico?

 

Nell'ultimo Consiglio Comunale è stato distribuito ai consiglieri il bilancio di previsione per il 2012.

 

Il Sindaco Mario Luppi ha dato alcune informazioni.

 

Per l'IMU si è deciso di mantenere, non senza difficoltà, le aliquote IMU ai livelli ordinari (4 per mille prima casa; 7,6 per mille gli altri fabbbricati).

Non si vuole pesare ulteriormente sulle famiglie di Maslianico.

 

Nel 2012, l'IMU a Maslianico varrà circa 1.289.000 €.

Al comune resteranno a disposizione 822.000 € in quanto 467.000 € sono destinati allo Stato.

 

Nel 2011 l'ICI incassata direttamente dal Comune valeva 467.000 €, a cui si aggiungevano 368.000 € di rimborsi dello Stato per compensare il mancato incasso sulla prima casa.

In totale a disposizione del Comune c'erano 835.000 €.

 

Sull'argomento "tasse e servizi" ci torneremo a breve.

[ Guardando i numeri ci si rende conto come l'abolizione dell'ICI prima casa, in un periodo economico di questo tipo, sia stata un errore.

Una cattiva valutazione che ci troviamo, come comunità nazionale, a dover recuperare in un solo colpo. Certamente non indolore. n.d.r.].

Tag(s) : #Amministrazione

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