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E' di qualche giorno fa la notizia che in Italia sono state vendute più biciclette che auto.

Un dato non registrato da parecchi anni.

Segnale, certamente, delle difficoltà economiche e della paura del futuro.

Meno persone si impegnano a cambiare l'auto.

Forse anche per l'accettazione (o per necessità, o per scelta) di un diverso tipo di mobilità.

Oltre all'acquisto della bici nuova, si può pensare alla "messa in strada" delle vecchie.

 

Dopo avervi già annoiato con le storielle sulla bici pieghevole e sulla bici elettrica ora, per proseguire l'opera,  passo alla parte dei consigli non richiesti, alcuni già  esposti qui .

 

Primo consiglio.

 

Le signore non amano il cambio perchè capita che "cade la catena".

Hanno ragione. Pur non essendo una signora, la catena che cade da fastidio anche a me. 

Il ciclista urbano spesso si sposta per lavoro, commissioni, spesa ed arrivare a destinazione con le mani sporche di grasso perchè ha sistemato la catena, non è il massimo.

 

Però rinunciare al cambio, soprattutto dove si sono pendenze varie, non è gradevole.

 

Come la risolviamo?

O con un'attenta manutenzione, che limita il rischio di caduta della catena.

 

O, definitivamente, con il cambio nel mozzo, dai 2 rapporti in su (suggeriti minimo 3. Non andrei oltre i 6/7).

 

Come concetto, per chiarire, è simile a quello della moto a marce. La catena non cade. Manutenzione praticamente nulla.

 

La bici si presenta con una sola corona anteriore ed un solo pignone posteriore. Ha un manettino sul manubrio o una parte di manopola, di solito la destra, girevole.

 

Tirando il manettino o girando la manopola, i rapporti variano all'interno della scatola del cambio, posizionata nel mozzo posteriore.

Grande praticità.

Lo uso sulla bici pieghevole e su quella elettrica: è eccellente per la città (più di 1000 km in due mesi, complessivi).

 

Il prezzo è accessibile (dagli 80 € in su) e comprende mozzo, cambio, cavi, manettino o manopola. Conveniente nel rapporto qualità prezzo. Consigliato per il recupero della bici vecchia. 

 

Secondo consiglio.

 

Più che le prestazioni pure cerchiamo sicurezza e comodità.Nessuno di noi, nei percorsi urbani, penso abbia l'intenzione di strappare dei record di velocità.

 

Stare in sella comodi è un punto fondamentale.

Per avere una sella morbida si può mettere una copertura in gel sulla vecchia sella (un tipo in foto).

Oppure, più definitivo, cambiare la sella con una in gel o con le ammotizzatori (molle o gomma) che la sostengono al telaio.

 

Cambia parecchio. Con la prima ipotesi economica e pratica (scrivo per esperienza diretta), la seconda definitiva.

A questo i più raffinati possono aggiungere un ammortizzatore sul canotto di sostegno della sella. Ce ne sono di vario tipo e sulle strade "mosse" danno una bella mano.

 

Terzo consiglio.

 

Gli pneumatici. "Gli pneumatici delle bici sono tutti uguali", si sentiva dire una volta.

Ma non è vero.

 

Ci sono varie case con cataloghi enormi.

E le differenze tra "gomma e gomma" si sono, eccome.

Come sconsiglio di andare in spiaggia con i doposci ai piedi (ma non voglio limitare la vostra fantasia, ci mancherebbe), così sconsiglio di andare sull'asfalto con le gomme tassellate, quelle dei rampichini, progettate per sassi e fango.

 

Per chi va prevalentemente in strada serve scorrevolezza (meno fatica), resistenza alle forature, tenuta di strada e anche un minimo di ammortizzazione.

 

Meglio scegliere battistrada stretti e con buona mescola. Risparmiate su altro, ma non sulle gomme, l'unica cosa che vi tiene in piedi insieme all'equilibrio. 

Controllate la pressione e cambiate le gomme vecchie, quelle "cotte" dal tempo e dalla cantina dove avete lasciato, per anni, la bici del nonno che state recuperando.

 

Ultima parte.

Per concludere i "consigli non richiesti" (per ora) un intervento più profondo.

Trasformare la bicicletta classica in una elettrica.

Sono in vendita dei kit specifici adatti a tutte le tipologie di bici.

 

Hanno un costo non basso, ma cambiano la vita del ciclista urbano, soprattutto di quello collinare (ovvero tutti quelli della nostra zona).

 

Motori nel mozzo anteriore o nel posteriore, batterie, sistema elettronico di controllo.

 

Molto semplice da usare, più difficile da spiegare (nella foto un kit).

 

Vi saluto, grazie dell'attenzione. In attesa, vostro malgrado, di una prossima puntata.



Francesco Gatti

 

Tag(s) : #Ambiente

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