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 Festa della Repubbblica:

62 anni dal referendum del 1946.

 

AUGURI  ITALIA! 

 

Uno stralcio di un discorso di Carlo Azeglio Ciampi, del 2 giugno 2003. 

 

"Il mio pensiero va anche al volontariato, religioso e civile. Che posso dirvi? Queste giornate ci danno anche modo di sentire il polso della Nazione: ci offrono l'immagine di un Paese che si merita di godere queste giornate di festa, perché è un Paese forte e laborioso. E' anche un Paese che vuole la concordia civile. Sa che lo spirito di concordia giova alla Nazione, l'aiuta a crescere, mentre una eccessiva conflittualità reca danno a tutti. Non sono io solo a dirlo, e non mi stanco di dirlo perché so di esprimere così il sentimento degli Italiani.

 

Un'ultima riflessione sull'Europa, che è sempre in cima ai miei pensieri, ora soprattutto che i lavori della Convenzione Europea sono giunti a un punto cruciale nel percorso verso un nuovo Trattato Costituzionale. Mi auguro che i membri della Convenzione, e poi le istituzioni, i governi, diano prova di coraggio, di lungimiranza come più volte hanno fatto in passato in momenti decisivi.

 

Punto qualificante è a mio avviso l'estensione graduale del voto a maggioranza ad aree sempre più vaste e importanti, quali la politica estera e della sicurezza comune.

 

Un amico mi ha ricordato una riflessione del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Risale al marzo del 1954. E' altrettanto vera oggi, e me la sono annotata. Scriveva Einaudi, allorché il cammino dell'unificazione europea si era appena avviato: "Nella vita delle nazioni di solito l'errore di non saper cogliere l'attimo fuggente è irreparabile. La necessità di unificare l'Europa è evidente. Gli stati esistenti sono polvere senza sostanza. Solo l'unione può farli durare. Il problema non è fra l'indipendenza e l'unione;è fra l'esistere uniti e lo scomparire". Così scriveva Einaudi mezzo secolo fa.

 

Oggi l'Unione Europea è una realtà: ma se non si coglierà questo attimo fuggente per farle fare un altro decisivo avanzamento, sulla base degli "ideali di libertà" comuni, di cui parlava già Einaudi, si farà un errore storico, forse irreparabile.

 

Ho fiducia che l'errore sarà evitato. (*)

 

Aggiungo, e mi rivolgo in primo luogo a voi giovani, che tanto amate la pace: non dimentichiamo mai che se da tre generazioni il cuore dell'Europa gode di una vera pace nella libertà, lo dobbiamo a quella scintilla innovatrice, lo spirito comunitario, che mezzo secolo fa ispirò i sei Paesi fondatori.

L'Unione Europea non è un'alleanza. E' soprattutto una integrazione di popoli e di stati.

Auguri a tutti voi, cari amici della stampa e delle telecomunicazioni, per la festa della Repubblica. E colgo l'occasione per ringraziarvi per l'attenzione scrupolosa con cui seguite il lavoro che qui ci sforziamo di fare."

 

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* L'errore è stato, invece, fatto. Si può ancora rimediare e lo si deve fare.

Il monito di Einaudi, condiviso da Ciampi, si è dimostrato vero. L'Europa cammina unita, traballa quando ci sono divisioni. L'Europa non sono gli Stati, sono i cittadini e le Nazioni. Siamo noi. 

Come Italiani dobbiamo mettere le nostre energie nella direzione giusta.

Puntare alla concretezza ed al rafforzamento dei nostri principi costituzionali e democratici, sui valori.

Non esistono scorciatoie.

Siamo noi, come comunità nazionale e come singoli, ad avere in mano il nostro futuro e quello delle generazioni a venire.

Tag(s) : #Amministrazione

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