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I nostri candidati: Carlo Gatti.

Ci racconti qualcosa di te, partendo da dove vuoi?

Mi chiamo Carlo Gatti, 33 anni. Ho trascorso i primi anni della mia vita a Maslianico e ci sono tornato a vivere da 18. Sono sposato e abbiamo 2 bambini, Sophia di 6 anni e mezzo e Giulio di 5.

Nella vita, dopo essermi diplomato come geometra, sono diventato Alpino e, nel 2000, ho partecipato da volontario alle operazioni NATO nell’area balcanica.

Una volta congedatomi ho iniziato la mia professione che mi ha portato in importanti cantieri edili di Como, Milano e Firenze, alle dipendenze di una grossa azienda con sede a Roma. Adesso lavoro in proprio ed opero nella nostra area, occupandomi di lavori edili in genere con particolare attenzione alle costruzioni ecosostenibili di nuova generazione.

Sono socio dell’associazione nazionale Alpini nel gruppo di Maslianico, e sono donatore AVIS da qualche anno.

Sono appassionato di calcio (quello giocato), al quale ho sacrificato tutte e due le ginocchia.

Hai deciso di presentarti alle elezioni comunali per la Lista “Il Ponte”. Domanda secca: come mai?

Mi sono reso conto, vivendoci con la famiglia, di essere interessato alla quotidianità del paese, e di avere alcune idee per perfezionare la già buona vita della comunità maslianichese.

Dopo essermi confrontato con gli amici de “IL PONTE”, mi è stato chiesto di partecipare attivamente e mi sono detto che effettivamente era più logico portare avanti idee e proposte in prima persona, piuttosto che fare solo richieste.

Ho trovato un gruppo che pensa al paese e non cade nel tranello del partitismo che, personalmente, considero lontano dalla nostra realtà.

In quale ambiti specifici dell’attività del Comune ti piacerebbe dare una mano alla comunità.

La collaborazione che vorrei dare per la comunità è legata alle mie conoscenze professionali: ricade sulla manutenzione ed il miglioramento delle strutture esistenti, sia pubbliche che private.

La collaborazione con le varie associazioni che, tutte insieme, sono un pilastro importante della comunità, è fondamentale, sia per quanto riguarda la parte pratica della gestione del paese, che per la parte più ludica delle feste e delle aree per il tempo libero.

Penso che il dialogo in paese sia importante per creare una struttura di sostegno sociale, interpersonale, del tipo “se ci si conosce, ci si può dare una mano”.

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